alcune cose sopravviveranno al tempo...


29 settembre, 2006

delicatessen...

E bella lì! Insomma, vogliamo enuclare (anche solo per un effetivamente ridicolo picosecondo) dalla nostra persona un minimo di serietà? Guardiamoci negli occhi, senza ridere nè piangere, diamo un'occhiata alla fottuta agenda... ma insomma, chiccazzo crediamo di essere, una sorta di alieni nati per farcire ogni singolo istante della nostra giornata tipo di impegni più o meno stressanti? Giammai, signori, giammai! Dobbiamo ritrovare le palle per ritagliarci i nostri spazi, ma caspita, è fondamentale, ... non si può pretendere di condurre un esistenza perfettamente devota ed ordinata fino all'ultimo, qualche cazzata ogni tanto bisogna infilarcela, dai, mettiamo un pò di pepe su stà focacciazza di vita.... E allora via, più veloci del 2 ottobre, (infausto giorno in cui i corsi, ahinoi, ricominceranno...), via ad adarrampicare, svuotarsi la testa, divertirsi, non pensare a null'altro che non sia roccia, che non comprenda verticalità, poesia, muscoli tesi allo spasmo, ogni tua singola fibra impegnata nella lotta contro la parete. Per me arrampicare è il massimo, il top, l'apice.
Poche cose al mondo riescono a passare la spugna sulla giornata di merda che hai appena trascorso... cancellare la lavagna, fare piazza pulita in un attimo, dimenticarsi in un istante tutto il resto, lasciando emergere ciò che conta , cioè noi, senza fronzoli, senza maschere di sorta. Noi, punto e basta. Con la curiosità e la gioia sincera del bambino che apre i regali sotto l'albero, e non è una esagerazione... alla Jack Sparrow, scusate la monotonia, ma ora ho vista la maledizione del forziere fantasma e sono carico come una molla, se domani sera mi trovassi Jonny Depp nel tinello lo liquiderei senza nemmeno offrirgli un campari col bianco (offesa delle offese...)... insomma, libero, semplicemente libero... e scusate se è poco...

22 settembre, 2006

nice move...

Et voilà. Dopo qualche mese di testate contro il muro, ecco che finalmente qualcosa inizia a girare per il verso giusto. La percentuale di bianco è in netta ascesa, ve lo assicuro... la rotta c'è, la bussola di Captain Jack pure, la Perla Nera anche.
Giusto per non gridare alla perfezione, c'è da dire che prima di poter virare come si deve ci sarà da pulire un pò stò timone da quelle vecchie alghe che, ahiloro, credevano di rimaner lì per sempre, ghignando delle bestemmie del timoniere. Ma il Grande Burattinaio, non si sà se per pietà o per noia, a volte ci concede di risalire a galla. Non senza sforzo, non senza la paura che qualche Leviatano ti possa all'ultimo trascinare nell'oblio, certo, ma che importa? Ormai è fatta, anche se le mille grandi parolone che tuonano nella mia mente resteranno solo mie ancora per un pò. E come darmi torto? Dopo la prima ala spaccata il falco non si fida più del falconiere, chiunque esso sia. Siamo umani. Deboli, storti, contorti, stradine di porto che si incrociano nell'odore salmastro di questo mare, che sempre ci culla senza posa, senza mai pretender nulla in cambio. E in fondo, al di sotto delle nostre scorze da superuomini, tutti noi abbiamo bisogno di essere cullati. In caso contrario ci attende l'infelicità... ma ora basta, sono stanchissimo e le energie mi servono per studiare, Dirac il Grande richiede tempo e precisione. Purtroppo o per fortuna, premesso che alcune carte dovranno ancora essere scoperte per poter essere sicuri di stare davvero giocando, questo blog è destinato al cambiamento. Ci saranno post"normali", ci saranno stralci di ciò che combino, ci sarà il Sox di tutti i giorni. Un diario. Lo è sempre stato, ma stavolta senza la vanità di dover regalare la perla di saggezza ad ogni post. Il fascino ed il tempo del poeta maledetto sono giunti alla fine, e in tutta franchezza vi dirò che non mi spiace neanche un pò.... See you soon...

14 settembre, 2006

Giocando a carte con una nuova alba...

La scacchiera è sempre la stessa... ma il giocatore è cambiato. Più calmo, più concentrato, in grado di pensare e di prevedere ciò che sarà con precisione maggiore, senza ovviamente fare il determinista. Molto di ciò che passa sotto le nostre scarpe si riduce al lancio di un dado, ma noi possiamo scegliere in che modo camminare. Non da soli, certo, questo è un assioma. Il solitario è tale non per scelta, ma per necessità, se quest'ulitmo si illude di aver scelto in quel senso è un problema, ma la sostanza non cambia. E allora eccomi qui, a guardare negli occhi il Gramde Burattinaio mentre con lentezza glaciale arrocca la torre al re. Ma si sapeva, dopotutto è ormai qualche mese che gioco seriamente anche io. E siamo ad un punto cruciale, in punto in cui non scegli da solo ma scegli in due. Una sfida vera, perchè se la scelta è unicamente per te stesso è una scelta fino a metà, ma qui invece c'è da sudare, c'è da guadagnarsi questa scelta ed esserle fedele. Ma ci sono. Diverso, ma non più a pezzi. Cambiato, ma in fondo nemmeno più di tanto, solo la scorza, ma di quella, con un pò di fortuna, ci si libera come i serpenti cambiano pelle. In attesa del bianco. Jack Sparrow è in attesa della sua Perla Nera che nera non è ma non importa, a suo modo il nord lo segna lo stesso. Ora il vento deve solo aggiustare i dettagli. O forse dovremmo essere noi nei panni di messer Eolo, chissà. Noi a soffiare con forza, noi a plasmare le rotte nostre e con un pò di arroganza quelle altrui...

"C'era una volta la mia vita, c'era una volta la mia casa, c'era una volta e
voglio che sia ancora..."
-LigaGiovaPelù -

Non di classe, non uno zio Walt, macchissenneffrega, non viviamo in un fottuto documentario di fine 600... domani la sveglia suona alle sei, e non ci sono baldi destrieri per portarmi in Bicocca... ora che con calma si tenta di toglierci il vessillo nero di questa atroce angoscia dal mio stupidissimo cranio...

Good Luck...

05 settembre, 2006

una goccia di bianco. un bianco di classe ...


L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà. Se ce ne è uno, è quello che è già qui,l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accetare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo piùl. Il secondo è più difficile, ed esige attenzione ed apprendimento continui: cercare e saper riconoscere , chi e cosa in mezzo all'inferno non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.
Italo Calvino -Le città invisibili-

Non è farina del mio sacco, questa, ma fa parte di un bellissimo regalo, una sorpresa, che mi è arrivata tra capo e collo esattamente nel posto giusto al momento giusto. Un qualcosa che in mezzo all'inferno non è inferno, e quanto è vero Dio, lo farò durare, e gli darò spazio. Certo, un blog, il mio, poi, non è il massimo, ma è qualcosa. Dire semplicemente grazie a chi dopo tanto tempo mi ha regalato delle lacrime che stavolta hanno un buon sapore, non è certo abbastanza. Ma è qualcosa. Perchè le volte che ti scavano dentro quei solchi che non toglierai mai più, sono le volte in qui i quadri fanno "FRAN!". E non ci sono cazzi, capita mentre sei al cesso, o mentre sali sul treno, o quando la guardi come se la guardassi per la prima volta, poco importa. Già detto, lo sò... e allora? Ci sono frasi che continuerei a ripetere per tutta la giornata, ogni volta in modo diverso, ogni volta chiudendo gli occhi e graffiando a fondo ciò che c'è da capire. Ci sono canzoni che ascolterei tutta la notte, ogni volta chiudendo gli occhi e sognando ciò che un tempo giurai a me stesso di non sognare più. E ci sono volte che i conti non tornano. Una busta gialla sul tavolo. Credevi di annegare ed invece qualcuno di impensabile ti tira a galla, magari senza nemmeno rendersene conto. Stacking Faults. Roba che non quadra, roba che in fondo non deve quadrare. Piccole cose che in mezzo all'inferno non sono inferno... e allora, le farò durare... e darò loro spazio...

behind the curtains...

La mia foto
near milan..., Italy
"The powerful play goes on, and you will contribute a verse..." -Walt Whitman-