Non potevo resistere. Nonostante gli esami in ballo ho dovuto accettare, non potevo non acconsentire ad intrepretare l'Otello. Solo un piccolo pezzo, va bene, ma vi assicuro che non c'è stato bisogno di Stanislavskij. E' il pezzo in cui Otello scopre di esser stato tradito da Desdemona. Adattissimo, adattissimo, ottimo modo per buttar via la rabbia che mio malgrado ancora mi porto dietro, da quasi un anno, ormai. Oggi sono anche un pò malaticcio, sarà perchè per fare stò Moro mi sono rasato a zero, barba e capelli. Sono allucinante, ma non l'avevo mai fatto, e l'entropia mi darà ragione. Insomma, stasera c'è la prima. Bella, un bello spettacolo. Non tanto per noi attori, quanto perchè in realtà il progetto è nato da un orchestra jazz, bravissimi, Maxentia Big Band si chiama, che apre un festival con una suite di Duke Ellington dedicata a Shakespeare, si intitola "Such Sweet Thunder". Loro suonano, noi inframmezziamo con un tot. di recitato. Teso, come sempre. E' un pò che non calco un palcoscenico serio. Speriamo. Non che sia stò attore, intendiamoci, ma vi ssicuro che quando faccio quel cazzo di pezzo, in ombra, sottofondo da shinig, rabbia nella voce e il pensiero rivolto a chi sò io, beh, il regista dice che facccio paura. A dire il vero mi faccio paura un pò da solo, ma questa è un'altra storia. Vi lascio col monologo in questione. Coloro che possono ci mettano dietro tutto ciò che ho vissuto, e allora capiranno... che il teatro per quanto mi riguarda è ben di più di palcoscenico e applausi. Come citava il buon Benni (sia lode):
"Murphy, la vita non è che figura e sfondo"

"Che ne sapevo, io, dei suoi segreti momenti di piacere? Non sapevo nulla, non vedevo nulla, nulla mi tormentava. La notte successiva dormivo bene, ero libero e felice. Chi viene tradito e non se ne accorge, è come se non fosse mai stato tradito. sarei stato felice se tutto l'accampamento, fino all'ultimo soldato, avesse goduto della dolcezza del suo corpo, purchè io non lo avessi saputo. Ma ora, addio serenità, qiuete, e contentezza, addio. Ah, se solo avesse quarantamila vite! Una è troppo povera, troppo fragile per la mia vendetta. Ora vedo che è vero. Tutto il mio folle amore, così, ecco, io lo soffio in cielo. E' scomparso. Sorgi, nera vendetta, dalla tua cupa tana. Cedi, o amore, la corona ed il trono che avevi nel mio cuore all'odio tiranno, e gonfiati, o petto, del tuo carico di lingue di serpente!"

