le altrui esistenze passano cangianti sotto il mio sguardo opaco.mutevole è il dolore, ma in esso solo è possibile cogliere il midollo di noi uomini.votati al tramonto, nati e vissuti, alle spalle tutto e davanti niente.
alcune cose sopravviveranno al tempo...
23 giugno, 2007
uomini...
20 giugno, 2007
urlare, ma non solo...
Già, non solo... Nel senso che da un lato il classico sistema del diario o dei fogli sparsi ha senz'altro dei vantaggi... con buona probabilità, infatti, ciò che scrivi, e in particolare ciò che urli, rimane tuo, e tuo soltanto... questo, invece, è il surrogato web version, è la panacea dei pigri, la salezza degli incostanti. Potente è lo strumento blog. Il contro principale di quest'ultimo, è che non è concepibile sperare che le tue urla rimangano unicamente tue... e quindi, quando si esagera, il latente auditorio si mette in moto e... commenta, o almeno coloro che ci tengono/si sentono toccati da ciò che scrivo. Bello, in un certo senso. Si capiscono parecchie cose di chi scrive, ma ancora di più di se stessi... l'altro è sempre uno specchio, per quanto doloroso...sì, perchè a quanto pare (e a freddo ne sono convinto anche io) l'ultimo post non è molto politically correct, passatemi il termine, chi deve capire capirà... tuttavia non lo cancellerò affatto, per due motivi. Il primo è il consenso del diretto interessato, il secondo è che non mi vergogno per nulla di ciò che ho scritto. Buttare le cose fuori dai denti fà un male cane... e non è detto che si riveli utile, alle volte incrina del tutto il bicchiere... ma va bene così, o almeno credo. Non saprei. Mi verrebbe voglia di confinare questo blog (che ormai ha una sua dignità, per quanto mi riguarda, a volte rileggo ciò che ho scritto... tanta rabbia e tanta tristezza, ma è la mia vita, va accettata e questo è un bel modo per ricordare, con stile...) in un unico file criptato sul cluster più blindato della rete dell' ETH di Zurigo.
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Ma forse questa è paura, paura di dire ciò che và detto, costi quel che costi. E basta. Alcuni commenti hano lasciato il segno, ma questo era lo scopo preciso di chi li ha scritti, e non porto rancore, perchè dovrei? Ma ora basta, è tardi, e non c'è spazio per tutto questo quando si deve risolvere il tensore dielettrico in mezzi anisotropi biassici. O forse è il contrario? Interessante, ma la risposta deve essere negativa, ho un obiettivo da raggiungere. Il resto... è lì. Murphy diceva che "la vita non è che figura e sfondo". Indi, senza togliere nulla a queste pennellate di grigio che forti si stagliano come lunghe ombre di alberi nudi, protesi verso il cielo in cerca di urla che mai vedranno la luce, vi saluto. 'Notte, popolo delle ombre... storie intricate, che sono state e che verranno. E il gusto per questo giallo d'autore che è stà vitaccia... và trovato, il self service è finito...
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Ma forse questa è paura, paura di dire ciò che và detto, costi quel che costi. E basta. Alcuni commenti hano lasciato il segno, ma questo era lo scopo preciso di chi li ha scritti, e non porto rancore, perchè dovrei? Ma ora basta, è tardi, e non c'è spazio per tutto questo quando si deve risolvere il tensore dielettrico in mezzi anisotropi biassici. O forse è il contrario? Interessante, ma la risposta deve essere negativa, ho un obiettivo da raggiungere. Il resto... è lì. Murphy diceva che "la vita non è che figura e sfondo". Indi, senza togliere nulla a queste pennellate di grigio che forti si stagliano come lunghe ombre di alberi nudi, protesi verso il cielo in cerca di urla che mai vedranno la luce, vi saluto. 'Notte, popolo delle ombre... storie intricate, che sono state e che verranno. E il gusto per questo giallo d'autore che è stà vitaccia... và trovato, il self service è finito...
10 giugno, 2007
cristo santissimo...
Ma tiriamo in ballo anche lui, chissà, magari mi dà una mano... in questo momento vorrei morire e rinascere, o forse solo morire, l'oblio è meno faticoso di tutto questo... vorrei morire perchè a qualche km da me c'è una ragazza. Un angelo. Una persona unica, una di quelle che anche a costo di spendere delle ore ad osservarla vivere, non troveresti nulla fuori posto. Miliardi di uomini a questo mondo darebbero un braccio per averla al proprio fianco. Questa ragazza è la mia. Ma io, che sia stramaledetto nei secoli dei secoli amen, con lei non sono felice. Non sempre. E non va bene, cristo, perchè io non voglio che sia così. Vorrei sorridere davvero, vorrei vivere davvero. Con lei ci riesco, ma a volte, non sempre, ed il perchè lo sò, anche se fa male ammetterlo... non sono felice io. Di base, di partenza. Sarò ripetitivo, e sò che lei vorrebbe uccidermi mentre legge ciò che scriverò ora, ma mi mancano dei pezzi, dio santo, sono stato spezzato e incollato alla meno peggio, qualcosa è andato perduto, ed ora io son qui perennemente terrorrizzato alla sola idea di potermi rompere di nuovo. Non riesco a convincermi di essere cambiato, di aver cambiato tutto, di aver ricominciato. Non riesco perchè non voglio, avrei tanti sogni che vivo invece come incubi. E capirete che non è giusto che lei si ritrovi con uno così a pezzi. Il punto è che lei ha scelto, e ha scelto forte, e questo invece che rallegrarmi e darmi sicurezza mi fà impazzire di paura e mi fà incazzare con me stesso, a morte, perchè sò con certezza che in questo preciso istante vengono versate delle lacrime di dolore e di paura, per causa mia. Mia, e solo mia, perchè mi ritrovo di fronte ad una persona incapace di fare del male, dotata di una pazienza e di una dolcezza infinita... e io qui, a far che? Eppure, così non và... tempo? Non saprei... vorrei tentare di capire se sono in grado di restare solo, ma non voglio rovinare ciò che ho costruito. E questo non toglie in ogni caso che lei dia cento e io dieci. Ma io conosco quel dolore, conosco quelle lacrime, è l'odi et amo più lancinante che esista, e il solo pensiero che sia io a infliggere una simile tortura dopo averla subita, anche se nettamente più in grande, in prima persona, costituisce un senso di colpa insopportabile. Se qualcuno è in grado di perdonarmi per questo, lo faccia, per cortesia. Intanto, dormirò. In fondo, sono solo pensieracci, che da un pò di tempo non riesco a metter via. Ma prima voglio fare una cosa. Dimostrare a me stesso che sono cambiato. Una volta, la canzone che ora posterò era prerogativa della persona che mi ha spezzato. Ora, voglio che sia prerogativa di colei che piange per causa mia. La leggerò fino ad addormentarmi, nella speranza di farmi perdonare, da lei e da me stesso... buonanotte...

"Camminavo vicino alle rive del fiume, nella brezza fresca degli ultimi giorni d'inverno. E nell'aria, andava una vecchia canzone, e la marea danzava, correndo verso il mare. A volte, i viaggiatori si fermano stanchi, e riposano un poco in compagnia di qualche straniero. Chissa dove ti addormenterai stasera, e chissà come ascolterai questa canzone. Forse, ti stai cullando al suono di un treno, inseguendo il ragazzo gitano con lo zaino sotto il violino. E se sei persa, in qualche fredda terra straniera, ti mando una ninnananna, per sentirti più vicina. Un giorno, guidati da stelle sicure, ci ritroveremo in qualche ancgolo di mondo lontano, nei bassifondi, tra i musicisti e gli sbandati, o sui sentieri dove corrono le fate. E prego, qualche Dio dei viaggiatori, che tu abbia due soldi in tasca da spendere stasera, e qualcuno nel letto per scaldare via l'inverno, e un angelo bianco seduto alla finestra."
02 giugno, 2007
drunk...
Un paio di righe per gli eventuali lettori, specie quei due o tre che fraintendono e iniziano a pensare frenetici, con risultati pessimi... ecco in pasto al web uno stralcio di pensieri sinceri di ieri (tre rime, mica cazzi...), dettati da parecchio rum... non ciocca triste, ma circondato com'ero da storie intricate e lontane, mi è salito in testa un pò di nero... buttarlo fuori non può che farmi bene... credo... dai, ora si riparte con il cuore un pò più leggero...

Serata antica, il passato ed il presente vengono a galla come cadaveri stanchi sul Gange. India. Bombay City. Intruglio di anime e odori, così è il mio cuore, troppo vecchio per tornare, troppo giovane per partire. Incompleto. Ancora divorato dai ricordi. Perennemente insoddisfatto. Forse solo. Stanco. Stufo. La scusa. Gente che non è la mia, ma quale è la mia gente? Lascio il segno ma sono solo, solo come un cane. Dentro c'è buio, buio pesto. Tiro avanti al 40%, il resto mancia. Aiuto. Una grossa gabbia di cristallo pare questa vita essere. Alcool et in vino veritas, qui son cazzi. Stanco, sonno, vorrei chiudere gli occhi, ma l'orgoglio tira. Qualcuno mi dia una mano. Perfetto fuori, un disastro dentro. E i pezzi da aggiustare non li fanno più. Dio meccanico, che sfiga. Buonanotte, le righe son finite.
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behind the curtains...
- gabriele
- near milan..., Italy
- "The powerful play goes on, and you will contribute a verse..." -Walt Whitman-