"Noi moriamo soltanto
quando non riusciamo a mettere radice in altri..."
-L. Tolstoj-
quando non riusciamo a mettere radice in altri..."
-L. Tolstoj-
Sono tempi di grande frenesia, di grande fretta nell'animo. Tempi in cui il dettaglio annega nella massa, in cui le ore trascorrono non necessariamente secondo uno scopo, ma, al contrario, come stanche ombre prima dell'ultimo tramonto vanno ad incolonnarsi nella bruma d'inverno per poi infine svanire nella tenebra, intatte, non vissute, unicamente passate. Ma non ci arrendiamo, vogliamo trovare un senso, vogliamo volere, fortissimamente volere, perchè in fondo in fondo abbiamo una paura del diavolo di arrivare alla fine con la saccoccia vuota e il muso lungo, dilaniati dalla noia, vuoti, inutili. Il punto, è che da soli non siamo in grado di cavalcare l'onda con occhio da vero capitano, ma solo di remare più o meno stancamente contro la risacca, rigirandoci nella fallace consapevolezza di poter guidare la nostra canoa senza nessuno al nostro fianco. A dire il vero, forse qualche ammiraglio, severo e solitario, potrebbe anche riuscire nell'intento. Serve passione ma anche forza, ed io non ne ho abbastanza, temo. Credevo di avere molto della prima, e a sufficienza della seconda, ma mi sbagliavo. E non ci sono arrivato da solo, perchè alle volte guardarsi dentro non basta. Bisogna lasciare che qualcun'altro dia una occhiata a quello che siamo davvero. Pochi, sia chiaro, perchè bisogna tenersi stretto il proprio io, bisogna esser riservati, esigenti, alle volte anche brutali e apparentemente scortesi, ed ancora non basta, poichè solo una persona deve avere l'onere e l'onore di concedersi una sbirciatina in ogni istante, vale a dire, nel mio caso, colei che stà al mio fianco. Che non si è limitata a sedersi appena un pò più in là, ma mi ha scosso dalla testa ai piedi donandomi ricordo di cosa significa amare. E nonostante ogni definizione risulti ingiusta e per forza di cose incompleta, forse non ho più bisogno di imbracciare carta e penna e mettemi a sezionare le mie giornate in cerca di parole adatte. Perchè non servono, perchè non sarebbero abbastanza, e, cosa più importante, perchè non ce ne è bisogno. Credevo che non sarei mai stato in grado di donare la totalità della mia fiducia, del mio essere, ad una persona, eppure così è accaduto. Ma attenti, il veliero che ora scivola come se non toccasse l'acqua sul mare mai increspato, ha dovuto affrontar burrasche non da poco. Pure, abbiamo resistito, in un primo momento inconsapevoli, in un secondo momento speranzosi, ed ora, finalmente, felici. Le giornate hanno un altro colore, le ore uno spessore diverso. C'è qualcuno al mio fianco. Qualcuno per il quale ho buttato via vergogna e paura, e a cui ho donato il me stesso più vero. Che magari non è granchè, ma è quello lì, ed è quello che conta. Non sono mai stato così sereno. Non ho mai amato così tanto. Carne e spirito, rami di mirto e veli di seta, poesia antica e semplicità sincera. Non posso desiderare null'altro, ne ora, ne mai. I pochi che mi conoscono davvero sanno che ben poche volte mi azzardo a far pendere la bilancia da un lato piuttosto che dall'altro... ma d'altro canto, non ho mai smesso di sognare. Di volere, di sentire che un qualcosa vale la pena di essere vissuto, e che per custodirlo è necessario fare qualunque cosa. Finalmente libero da rimpianti e rimorsi, ora è tempo non di festeggiare, ma di vivere. Perchè nulla è facile nè scontato, ma quando si è in due la paura è solo una sfida appena più inquietante del quotidiano rosicare della nostra esistenza. Alcuni ringrazierebbero il grande burattinaio, giunti a questo punto. Grati di aver ricevuto tanto. Io non sò ch'io debba ringraziare di etereo ed inesplicabile, ma sò di certo chi voglio ringraziare per ciò che è e ciò che fà. Indi, grazie, piccola.

Per avermi trascinato al di fuori del mio girovagare, insegnandomi a vivere davvero. Non basterà una vita per sdebitarmi, ma in verità nemmeno è mio desiderio ch'io esaurisca il mio debito. Insomma, son cotto come una mela, e ora che ho sproloquiato in lungo ed in largo con magra filosofia, vorrei buttare allegramente nel cesso i paroloni, perchè tra le mille cose che mi hai insegnato (sapessi quante!), c'è anche questa. Sorridere, lasciare che sia, non subendo il mondo ma facendosi largo in quest'ultimo a gomitate anche crudeli, perchè oltre al pensiero c'è l'azione. Quel tuo insondabile miscuglio di tenerezza e di crudeltà che ti pone fuori da ogni schema, e che pure ti riporta entro il mio. Ed insieme a te, mai ho subito imbarazzo nè vergogna. Mai, ed ora hai me. Intero, vero, sereno, con in faccia quel sorriso che sà di sogno, gli occhi di Jack Sparrow al comando della sua Perla Nera. Navighiamo dunque, con il vento in poppa ed il cuore gonfio di futuro. Un abbraccio, amore mio... irraggiungibile musa, sempiterna compagna...
"qui n'ètait pas son genre - emanava quella rara specie di felicità che non gli faceva ribrezzo, un'aura che poteva apparirgli come un qualcosa di benefico già per il fatto di esistere"
, poichè
"per altro non vi è dubbio che siete stata talmente inondata, saturata di lusinghe che ormai una sola cosa può lusingarvi, sapere cioè che fate del bene - anche senza saperlo, anche dormendo- semplicemente vivendo."
- R. Calasso, La Folie Baudelaire -
