Sono serate un pò particolari, queste. La quiete non mi si addice, ed il fatto di non dover necessariamente svegliarmi ad orari impossibili e tener la testa occupata sino a tarda ora, in realtà non mi giova più di tanto. Cerco di rimediare alla pigrizia massacrandomi di tacca e svaso, ma nonostante le spalle si ingrossino rimango efficace come uno facocero su un 8c in strapiombo. Non sò. Sono ancora stanco, a volte temo che lo sarò per sempre. E poi, inutile negarlo, per la prima volta in vita mia ho avuto davvero paura. Non per me stesso, ma per la donna che amo, il che nel mio caso è ancora peggio. In effetti, complice il tempo incredibilmente libero, ed una rinnovata volontà di fuggir dalle formulone (che tuttavia mi mancano assai, e che non riesco a non riabbracciare di frequente), mi stò dedicando ad uno svago per me non poco periglioso, vale a dire la lettura. E non la lettura impegnata (ho già dato... solo pochi autori in questi tempi mi squotono...), ma -ed è assai peggio- quella fantasy vecchia ed epica che tanto mi fà sognare.

E' inutile, in questo sono rimasto bambino. Nel leggere di draghi e cavalieri ritrovo non una pace, ma una energia incredibile. Temo sia a causa degli ideali. Sono sempre stato pazzescamente sensibile ai grandi ideali. Forse come tutti gli altri, non lo sò, però noto che i miei occhi si illuminano spesso per delle cazzate anche banali, che però in me risvegliano come un sentimento fuori posto. Ho già scritto di come forse ho sbagliato secolo... è una frase che mi piace, chiamatela vanità... e in effetti l'ho tirata in ballo con più di una ragazza in diverse occasioni... ma resta il fatto che la verità stà nelle parole del mio vejo compagno, che ben sà come il presente offra occasioni ben più degne di stima di lame insanguinate ed arcani incantesimi. Si chiama vita, ed è una roba strana, che non è semplicemente tutto quello che abbiamo, e non è detto che ci possa bastare, anzi. Leggendo (peraltro a velocità vertiginose, mi ero dimenticato di quanto veloce fossi, ed in un certo senso mi dispiace parecchio...) mi sono domandato quale tra le tante imprese dei tempi che furono, o dei tempi che furono sognati, sopravviva anche ora, ora che il quotidiano ticchettio delle nostre giornate par unicamente ricordarci con malo garbo quanto poco il nostro agire abbia radici profonde e grandi sogni da realizzare. Più che le gesta del guerriero, o il mistero dell'arcano, credo che la vera impresa sia amare. Forse il voler bene davvero ad una persona è l'unica cosa che è rimasta immutata nei secoli... non saprei, forse è un pensiero un pò idiota e un pò da liceale... quest'oggi in treno sono stato allegramente sfottuto al grido di: "ma dai, uno come te che legge ancora stè stronzate?". Probabilmente hanno ragione... però io non mi arrendo, e credo parecchio nell'amore. Nella fedeltà soprattutto, la quale in effetti và di pari passo con l'onore. E l'onore, se non è tutto, poco ci manca... no? E' da mesi che tento di capire se e come farmi un tatuaggio. Non una stronzatina, una roba grande, perchè sono due metri d'uomo e perchè ho sognato fino a sanguinare, come avrebbe detto uno che della vitaccia qualcosina secondo me aveva capito. Son passato dall'edera al lupo, dal lupo al drago, dal drago a qualche cifra del pigreco... è bello essere confusi, alle volte, ed inoltre passerà del tempo prima ch'io possa permettermi di realizzare quello che in ogni caso è solo un progetto. Ma i progetti tendo a realizzarli, finchè ne ho la forza. Anche se non è corretto definirmi come determinato, anzi. Più esatto sarebbe affermare che la fortuna spesso spezza un paio di lance a mio favore. Mi piacerebbe trovare qualcosa che simboleggi l'onore, l'unica cosa che forse davvero non ha mai smesso di accompagnarmi. Non nel senso ch'io non l'abbia mai infangato, anzi... ma proprio per questo mi piacerebbe. Ricordare, ed agire di conseguenza. Dubito che rileggerò quanto ho scritto. Sono stanco, e domani mi attende una giornata impegnativa. Sono reduce da giorni tinti di ansia e di nero, che davvero mi hanno fatto capire -se mai ce ne fosse ancora bisogno- che l'uomo esiste affinchè non sia lasciato solo. Il domani non porterà consiglio, ma è sempre il domani, e per questo bisogna ringraziare sempre. Non importa chi o cosa, ma all'egoismo c'è un limite, e pensare che la bellezza che ci circonda sia unicamente merito nostro è pura follia. Perciò sogno le mie montagne, ed anche i draghi di cui ho appena letto, perchè sono un bimbo, e non me ne vergogno. Il mio cranio lavora ancora veloce, e non vedo l'ora di poter affondare i denti in un qualcosa di tremendamente nuovo ed interessante che già stò seguendo da lontano, come il cacciatore la preda, ansioso non tanto del sangue quanto della sfida. Nato, come tutti, per dimostrare qualcosa a me stesso, attendo la nuova alba, con una strana malinconia nel cuore, che mai ho imparato a spegnere ma alla quale, in fin dei conti, non sò nemmeno se valga la pena rinunciare. Un pensiero, l'ultimo di questa notte, a colei che di me possiede tutto, ed un saluto ai tanti che sono partiti. Mi mancate orribilmente, e sono fiero di portarvi nel cuore, sempre. Buonanotte...





