alcune cose sopravviveranno al tempo...


30 novembre, 2012

The end

Sì, mi piace essere banale, nel titolo di questo post. L'ultimo post, l'addio, i saluti, la fine di anni -quanti? nemmeno mi ricordo- per i quali per fortuna non trovo parole, e l'inizio di altro, molto altro. Ma in due, e per sempre. Con tutto quello che questo significa, e non è questo il luogo di raccontarvelo. Questo blog è nato nella disperazione più cupa, e vi ho scritto da allora fino ad oggi, passando per molte sfumature di gioia e di dolore. E' una cosa bella, e fatta bene, una di quelle per le quali sei orgoglioso di te stesso, guardando indietro. C'è tanto, qua dentro. Non tutto, certo, ma tanto, graffi, sogni, cose rotte... una scatola di ricordi e dipinti che mi piace aver scritto, e che forse prima o poi avrò il tempo di rileggere con occhi diversi. La mia vanità vorrebbe prendere tutto questo e sistemarlo, e limarlo, e dargli corpo, e trasformarlo in un qualcosa di duraturo, un libro magari, perchè no? Senza titolo, ma con un capo e una coda, e già non è malaccio. Ma stò aggirando il punto, come mio solito. Il punto è che ho addosso una sensazione incredibilmente strana, perfettamente a mezza via tra la lacrima e il sorriso, e che ha del nuovo: la certezza che questa è davvero la fine di qualcosa che ho avuto la costanza di costruire negli anni. Non è l'unica, non è la più importante, ma è stato un mio spazio, un posto dove piangere e urlare, a volte da solo, a volte portando altri a condividere un pezzetto di me stesso che in generale avrei voluto restasse solo mio. Ci sono righe che mi piacciono proprio, ce ne sono altre che non avrei la forza di rileggere, e adesso che sò che questa è l'ultima possibilità di dire qualcosa, il pensiero più forte è anche il più semplice: è un grazie, al Burattinaio in primis, e poi a tutti quelli che hanno reso la mia vita semplicemente meravigliosa. E' bello che io abbia trovato un ritaglio del mio ego per scriverne. Alle volte per vanità, più spesso per esigenza, non importa. Ora smetterò di ticchettare sui tasti, e sarà finita sul serio. Ripeto, è una sensazione strana. Credo che un gabbiano che si butta dalla scogliera per il suo primo volo, provi più o meno la stessa cosa.



Io sono di roccia e di foresta, aria e vento sono di competenza del mio fratellone, ma in questo caso molto speciale, mi sento proprio sull'orlo di qualcosa si sconfinato, con le gambe tremanti a guardare... no, non l'abisso. L'orizzonte, invece. Quel bellissimo dono che ci è stato concesso, il poter sognare, e guardare in alto, e avanti, e oltre. Così farò, e non sarò più solo. Verranno forse altri spazi e altri modi, ma questo era il mio, ed è stato strano e bello. Ma ora basta, si esce di scena sul serio. Basta uscire, è l'ultimo applauso, già si pregusta con timore quell'attimo in cui il sipario ci sega via dal pubblico e ci riconsegna alla nostra realtà. E' stato uno spettacolo non male, è stato bello. Niente arrivederci, Peter Pan insegna:

“Never say goodbye because goodbye means going away and going away means forgetting.”

E questo non accadrà. Un inchino, l'ultimo, uno sguardo alle spalle, un sospiro. Poi si chiudono gli occhi, si aprono le ali, e ci si affida al cielo. Addio.

1 commento:

Anonimo ha detto...

ciao

behind the curtains...

La mia foto
near milan..., Italy
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