alcune cose sopravviveranno al tempo...


05 luglio, 2007

once upon a time...

ci fu un tempo in un cui non diagonalizzavo un bel nulla.
l'apice dello sforzo mentale era come rubare la figurina al compagno di classe.
ci fu un tempo in cui il mondo girava anche se io non sapevo perchè,
l'apice era chiedersi perchè la birra fà le bollicine.
ci fun tempo in cui avevo tempo per essere un amico,
l'apice era dover dividere il tempo per ognuno.
ci fu un tempo in cui se chiudevo gli occhi non vedevo numeri,
l'apice era fare i conti con la mancetta mensile.
ci fu un tempo in cui ero libero,
l'apice era fare finta che così non fosse.
ci fu un tempo in cui sognavo, e non funzioni d'onda, sognavo,
l'apice era inventarsi il sogno più assurdo.



ora diagonalizzo matrici dinamiche, hessiani delle costanti di forza, matrici di adiacenza, hamiltoniani di perturbazione, correzioni al terzo ordine sull'energia,
ma ho perso il gusto di collezionare alcunchè.
ora sò perchè gira il mondo, fin dentro l'atomo, metto insieme molecole e faccio l'indovino sulla materia, vedo e prevedo ciò che è con uno schiocco di dita,
ma non mi stupisco più di nulla, tutto ha un perchè.
ora non ho tempo nemmeno per pisciare, vivo la mia vita un conto dopo l'altro, più che rispetto all' aorta i miei ventricoli battono rispetto alla tastiera,
ma poi mi sveglio e realizzo che nel mezzo c'è ben poco, e la gente passa e và.
ora chiudo gli occhi ed è come matrix, coi neuroni vedo sistemi complessi in 3d e trovo a mente anche le simmetrie, linee di codice che interminabili scorrono sotto i miei occhi chiusi,
ma la mancetta non basta più, perchè io non mi basto più, e il resto và a cascata.
ora sono legato alla mia scrivania, al modo di essere, alle giacche scure e al gradino sopra di noi teorici, i saggi, mistica setta di antichi stregoni,
ma la libertà và allocata come variabile sperando che il gran burattinaio la compili.
ora sogno articoli, ferrari, cocktail di gamberi e convegni, quando avanza spazio il tensore di Sosso,
ma la scottatura sarà da chiodi e gli incubi parecchi.
white & black, ma in mezzo mi ricordo il profumo dell'adrenalina a 3000 m dal mare, mi ricordo le foreste e il silenzio, mi ricordo il lottare duro, senza nemmeno sapere perchè, ma lottare, mordere, divincolarsi da tutto e poi fuggire senza mai guardarsi indietro. c'è da lavorare. farsi il culo, se non và di sfiga, premia. bisogna solo correre veloci, sul filo dei minuti, consapevoli che quelli a nostra disposizione, dopo tutto, non sono poi tantissimi... notte, sox... tra cinque ore sei in piedi, tra sette sei sulla scrivania, ma c'è gente che la scrivania non ce l'ha e non sà se domani si alzerà intera... piagnucolone che non sei altro, fatti una doccia fredda e svegliati, il resto del carlino non aspetta. alè.

1 commento:

Daniele ha detto...

Un tempo ti affascinava l'entropia') ..Se tornassimo indietro probabilmente io farei fisica e tu studieresti l'uomo e la vita: prodigiosi insulti alla dispersione e al disordine cosmico. Se Dio ci ha creati certo è ben contento; se non eravamo previsti ben contenti dobbiamo essere noi. Ad ogni modo è Stupendo. Quello che ci manca in realtà non è il fanciullino ma il senso ultimo dello stupirsi..per intrattenersi forse?perchè la coscienza dello serbare un codice genetico sofisticatissimo e delicatissimo che induce a fare cose inaspettate?..forse un giorno saremo abbastanza filosofi per risponderci. Frattanto, stiamo contenti, Lui o noi stessi lo siamo!

behind the curtains...

La mia foto
near milan..., Italy
"The powerful play goes on, and you will contribute a verse..." -Walt Whitman-