alcune cose sopravviveranno al tempo...


25 aprile, 2010

il blues di queste ore maledette...

Cadono in silenzio vecchie foglie verdastre, consumate dall'ira, stupide promesse di cavalieri imbalsamati. Danza invece la notte, puttana denudata, tenebra spoglia e irresistibile, avida al di sopra di ogni altra cosa del mio perpetuo rimuginare, occhi bene aperti e cranio sempre altrove, il muso all'aria come il cane sulla pista della volpe, non per sentir l'odore ma per azzannare la carne.


Sulle mie spalle svettano grandi ali, bianche e rosse, gridano giustizia ma unicamente ottengono dolore. Eppure scuoter la testa non è abbastanza, servirebbe un mondo intero da demolire, un qualcosa che non abbiamo, davvero non loabbiamo, lo vogliamo eppure non lo abbiamo, mai riconoscenti del poter ancora respirare l'aria dell'incompiuto destino rivanghiamo malmostosi le solite misture nel vecchio calderone. Tutto viene, si srotola, và avanti, ma non come l'onda carezza la spiaggia. Come la frana travolge il bambino, rimaniamo allora attoniti a contemplare lo svolgersi delle ore che ci separano dall'alba. Ma l'incubo permane nell'attendere un nero vessillo l'indomani al posto del ristoro. No, non vi è pace, non vi è pace nemmeno qui, annichiliti dal silenzio, abbruttiti dalle nostre stesse viscere. Il cuore gonfio di orgoglio e di dolore, ci accingiamo all'ennesima veglia, al sacrificio, all'inutile vendemmia. Non ho a chi chiedere pietà, e nonostante molto a cui rivolgere questa mente massacrata mi rimanga il conforto in queste ore mi è precluso. Dietro le sbarre del mio stesso pensiero dunque mi rintano senza vergogna, fedele a degli ideali perduti che intorno a me vengono ridotti impunemente in cenere. Assisterò alla polvere, lascerò che mi si spezzino le gambe, ma voglio che i miei occhi continuino a guardare il cielo. Pure, ogni cosa ha perso il suo sapore, e le mie parole rimbombano orribilmente vuote al mio stesso orecchio. Di questo, davvero ho paura. Buonanotte.

2 commenti:

Daniele ha detto...

Già lo sapevamo che saremmo stati pulvis et umbra! Indefessi ci siamo piccati di non scemare...di non lasciare che le onde ci sommergano. Ma ora è giunto il momento in cui riapriamo gli occhi di nuovo,nuovamente su di una remota scogliera amalfitana ci ritroviamo grandi...Una vita è già scorsa alle nostre spalle; forti dell'esperimento, ora scegliamo non già di che vivere ma come morire...bellamente, senza dubbio, ma lasciando che il vino,il fumo,qualche altro piccolo vizio ci consumi,oppure bruciando in una pira di amore irrefrenabile e vorace,sterilizzante castamente!
Ecco che allora le parole non sono più vuote, soltanto fatue...indecifrabili e senza un significato apparente: ma la nostra ubris noi la stiamo scrivendo...il destinatario,chissà...ma certamente in bocca sua le nostre vite che già stanno passando,che già non sono più assurgono a un senso,una purezza inibitabile e dolce! Ceneri che bruciano solo quando diventano ceneri! E per diventare ceneri Fratello dobbiamo bruciare!darci dentro ancora come disperati!enormemente incoraggiati e saggi! Diamoci dentro ragazzo!il nostro sacrificio non sarà vano (se è l'amore che ci lega)! Ahah!!! Amen ! !!e soprattutto AMENNb

Daniele ha detto...

...noi come tanti altri prima di noi e dopo di noi! (sperando iddio che un concetto di tempo "classico" possa resistere nella stuprata mente di un fottuto fisico!teorico) spero di sì:) e ti abbraccio fratello

behind the curtains...

La mia foto
near milan..., Italy
"The powerful play goes on, and you will contribute a verse..." -Walt Whitman-