
Imperfetto e fugace,
l'immoto sepolcro del nero oblio,
in silenzio, tace
Sgomita, ringhia affannato,
in cerca di spazio, di sangue,
di un un ultimo fiato
Anela rabbioso i vecchi cantori,
li vuole, li crea,
li uccide incurante di molti dolori
O forse cerca parole che più non son sue
ma ora le intaglia nel vento,
affilatissime prue
E mentre inflessibile
il pigro orizzonte si lascia cadere
il mio sguardo stanco rinuncia a chiedere
Solo, un passo di danza ed un inchino
uno specchio sì vecchio,
il profumo del biancospino
Ma il dettaglio impazza,
la cornice lo esalta,
la notte tinteggia, la tenebra arranca
Ed il vetro trapassa gli occhi stanchi,
germisce inclemente l'intimo più vero,
nero anch'esso, ma eccelso pensiero
Vengano, vengano avanti la rabbia e il rimorso,
più non temo la note stonate
di un destino ritorto
Ben ritto sulla polena di una nave incagliata,
giro il mio sguardo non al timone,
ma ad una bussola di vecchia data
Poichè a te, fiore proibito di tempi passati,
dedico una rosa ed un sospiro,
nel sogno sorpresi, nell'acqua intarsiati
Riempiano dunque le tue ore tra il sonno e la veglia,
siano perfetti,
siano dell'animo l'agognata vendemmia

1 commento:
(ghermire...credo!) in secondo luogo...il perdono...ci piace.....regale;quel regale ancora valido e vivo! Notte bro
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