La mail arriva tra il capo ed il collo un giovedì sera come gli altri, ma l'idea è buona, e l'istinto mi dice che ne varrà la pena.
Partenza nel pomeriggio di venerdì, ma l'inizio non è spumeggiante. Siamo in tre, il sottoscritto e la compagine mitteleuropea, Sebastian e Sebastian (il primo detto Zeb, il secondo detto Busty, o perlomeno questo è il tentativo di traduzione anglosassone); il primo è il mio climb-aggancio, un chimico teorico non malaccio incredibilmente astemio ma terribilmente simpatico (nell'accezione germanica del termine: significa che non ti fà pisciare addosso dal ridere, ma che è una persona buonissima e coi controcoglioni), mentre il secondo è nel giro, un sistemista (ahimè winzozzaro...) anche lui tedesco sino al midollo. E' lui il pilota, che a bordo di una opel ultratech si presenta in mega ritardo (casini di lavoro) ma con dei peperoni in salsa all'aglio. Viene immediatamente perdonato, e si parte alla volta di Leipzig (Lipsia, credo, in idioma italiota), amena città della Germania Est. Lo specifico perchè la differenza si sente davvero... la Polonia è vicinissima, la gente non stà così bene, la storia pesa ancora come un macigno.
Sette ore di maccchina (di cui tre di coda purissima), e approdiamo in un ostello non male, camera da sei. Affamati come cani ci fiondiamo nell'unico posto aperto, una maledetta catena di cosiddetta pizza. Assisto impotente al peggiore dei crimini, perpetrato impunemente da una sorridente polacca che con mano generosa dispensa ketchup al posto del pomodoro sulla margherita. Rabbrividisco e mando giù, i due Seba son troppo contenti, per loro è strabuona, indi annuisco poco convinto e tento di convincermi che è un burrito. Un litrino di weiss e si torna in camera, dove ci attendono tre paia di scarpe col tacco. Il destino ci ha donato tre gnoccolone nella stessa camera? Non lo sappiamo, son le due del mattino ma ancora non si vedono. Finestra aperta (caldo assurdo) e simpatici rumori cittadini a far da contorno, l'Italiano si addormenta sereno, mentre la falange teutonica soffre e si rigira tra le scarse lenzuola.
Ore 6:30 AM, suona la sveglia. Non quella dell'orologio, qualcosa di meglio. La porta si spalanca e fanno il loro trionfale ingresso tre allegre signorine decisamente ubriache, che in un minuto estraggono dalla borsa rum e coca e propongono il cuba libre mattutino. I due Seba abdicano in favore della serietà tedesca, ma l'Italiano non lascia, anzi raddoppia. Dopo aver messo in chiaro le cose con la colazione del campione, segue colazione locale, con salumi vari e succhi di piante mai viste. A questo punto anche il mio infallibile intestino inizia ad avere paura, ma il dado è ormai tratto, e si parte.
Giunti in un ameno paesino di campagna, ci immergiamo in una ex cava di porfido, gigantesca e ora piena di alberi e rocce. Ci sono un sacco di vie, non certo bellissime, ma ci si accontenta. Il posto è pieno di gente (polacchi soprattutto... climbano duri!), un pò sporco (cosa che in Germania ovest è semplicemente impensabile), e non molto poetico (gru e ex-cava appena a 200 m...), ma la roccia c'è. I primi due tiri son roba facile, ma trenta metri con tre spit (manco fossimo in Dolomiti... sono matti!) son sempre emozioni. Poi ci incazziamo contro una placchetta un pò stronza, ma alla fine passiamo, con due movimenti non male e qualche risata. Perchè il climber tedesco è rigorosamente silenziosissimo, ma quello italiano no.
[Il sottoscritto, svaccato sull'erba, redbull in mano, incitando senza tregua incurante degli sguardi sprezzanti dei polacchi poco lontani] "Come on, man, it's all in your mind, you HAVE to believe! Follow your instinct, what's your heart telling you?" [Busty, con in mano una tacca minuscola e alè caricare su uno sputino di svaso in aderenza a tre metri sopra il rinvio] "I tell you what... GO HOME, MAGGOT, the hell are you doing in here?"
Poi Zeb deve assolutamente provare un pò di materiale nuovo, indi ci inventiamo una due tiri di per sè facile ma in realtà piuttosto carambolesca, perchè in tre abbiamo due imbraghi! Dopo scene incredibili chiudiamo anche quella, ed è tempo di cibo. Finiamo in un posto notevolissimo, dove (per non pochi soldini, devo dire...) ci abbuffiamo di Sauerbraten, che oltre ad essere un pregevole MMORPG è anche un piatto tipico tedesco, una specie di brasato strabuono. Tento di spiegare ai barbari la poesia della polenta, ma non ce la fanno, è troppo per loro. Affondiamo il diverbio culinario in un litrino di Kostritzer (una birra scura tipica di lì, la vendono ovunque ma non c'è storia, lì è diversa ed è sublime...), e poi via per la vera attrazione della giornata.
Anche qui si tratta di una ex cava di porfido, ma stò giro i crucchi l'hanno riempita d'acqua. Ed è divertimento puro. Un paio di redbull e si inizia a provare, e non ci son cazzi, dopo i primi tre metri non vuoi più cadere. Collezioniamo qualche volo notevole, al sottoscritto rimane in mano una tacca a quattro metri dall'acqua, e son dolori, ma vuoi mettere che ridere?

Poi Busty vede una linea facile e la butta lì: arriviamo al top? Ok, non sono certo i quaranta metri di Sharma a Mallorca, però sette e passi metri son tantini lo stesso, provare per credere. Alla fine passiamo tutti, ma l'uscita ci strappa una botta di adrenalina pazzesca... Busty ci mette dieci minuti secchi e tutto il mio fiato per convincersi a mettere la punta della scarpetta (che tra l'altro anche se fradicia tiene alla grandissima! Fantastico!) sull'ultimo svaso e pregare. Ma alla fine passa, e a lui và la gloria del primo. Io lo seguo a ruota, i movimenti li ho visti, e a parte l'ultima zampata un pò da coglione passo anche io. Zeb invece si và a incastrare in un uscita di tallone, e sono cazzi amari. Passa anche lui senza cadere, ma all'uscita urla, e quando un tedesco urla vuol dire che il gioco si fà duro.

Ci rilassiamo ancora un pò su qualche boulder, ci tuffiamo da cinque metri, poi il sonno comincia a farsi sentire e l'acqua da freddina diventa gelida. Si torna all'ostello, ma rimane il ricordo di una grande esperienza... scarpette e costume, e basta. Addirittura non ho avuto bisogno della magnesite... e chi mi conosce sà cosa vuol dire! Il posto non grondava certo poesia, ma è stato bellissimo... libero, perfetto, la mente assolutamente bianca, fatta eccezione per qualche felino di troppo, ma questa è un'altra storia.
Varcata la soglia dell'ostello, troviamo le tre desperados pronte ad andare a cena. La falange teutonica è timida, ma io non me le lascio scappare. In qualche modo combiniamo una cena, ed anche se tutti siamo assonnati il risultato non è male. Busty viene placcato dalle tipiche tipelle dell'addio al celibato/nubilato (eccellente tradizione teutonica. Quando ti sposi le tue amiche vagano per la città vestite da conigliette/diavolette/poliziotte rivendendo alcolici vari per raccogliere i fondi per la festa. Mica sceme...). Ne usciamo con due bottiglie di spumante. Segue un mojito, qualche risata, ma poi davvero la sonnazza è eccessiva. Torniamo all'ostello, torneino di biliardo, spumante e poi a nanna.
Ore 9 sveglia, si salutano le desperados, e si tenta la seconda cazzata del weekend. Altra location da deep water solo, stavolta in un lago vero. In teoria (vuncio a parte, è zona da campeggiatori duri...) non è malaccio, in pratica il tempo è pessimo e noi siamo a pezzi. Ci tuffiamo rabbrividendo nell'acqua nerissima(e piena di alghe), e tentiamo qualche movimento. Saranno le braccia, ma ci sembra che la roccia faccia cagare, solo Busty sale qualche metro ma poi salta via, inizia addirittura a piovere.
Poco male, abbiamo foto divertenti e il morale alle stelle. Sulla via del ritorno facciamo i 220 Km/h (niente limiti sulle autostrade tedesche!) e ce la caviamo in fretta. La fine del temporale segna la conclusione di un weekend stranissimo, ma decisamente ne è valsa la pena. La forma è quello che è, il morale è quello che è, ma i due Seba sono a posto, e per quanto possa essere complicato scavare nelle persone in una lingua diversa dalla propria (inciso: i due hanno parlato SEMPRE inglese, gentilERRIMI!) le cose importanti le vedi subito. I sorrisi in primo luogo, le strette di mano, l'essere in grado di fare cazzate, di improvvisare (ok, loro in questo non sono bravissimi, serve l'Italiano...), di spendere il tempo in compagnia, di trovare il modo di impegnare un weekend nel più assurdo dei modi.
Deep water solo in quel di Lipsia, dunque... da rifare, senza dubbio. Magari a Mallorca, magari con i pochi di cui ora sento orribilmente la mancanza. Un sogno complicato di questi tempi... ma per quanto si possa essere sparsi per il mondo, ci sono cose che non si dimenticano, ma che al contrario incateneranno le nostre esistenze fino all'ultimo. A letto, ora... la schiena dolorante, ma il pensiero ancora sulla roccia, e su quanto significa per il mio animo stanco. Buonanotte...
Partenza nel pomeriggio di venerdì, ma l'inizio non è spumeggiante. Siamo in tre, il sottoscritto e la compagine mitteleuropea, Sebastian e Sebastian (il primo detto Zeb, il secondo detto Busty, o perlomeno questo è il tentativo di traduzione anglosassone); il primo è il mio climb-aggancio, un chimico teorico non malaccio incredibilmente astemio ma terribilmente simpatico (nell'accezione germanica del termine: significa che non ti fà pisciare addosso dal ridere, ma che è una persona buonissima e coi controcoglioni), mentre il secondo è nel giro, un sistemista (ahimè winzozzaro...) anche lui tedesco sino al midollo. E' lui il pilota, che a bordo di una opel ultratech si presenta in mega ritardo (casini di lavoro) ma con dei peperoni in salsa all'aglio. Viene immediatamente perdonato, e si parte alla volta di Leipzig (Lipsia, credo, in idioma italiota), amena città della Germania Est. Lo specifico perchè la differenza si sente davvero... la Polonia è vicinissima, la gente non stà così bene, la storia pesa ancora come un macigno.
Sette ore di maccchina (di cui tre di coda purissima), e approdiamo in un ostello non male, camera da sei. Affamati come cani ci fiondiamo nell'unico posto aperto, una maledetta catena di cosiddetta pizza. Assisto impotente al peggiore dei crimini, perpetrato impunemente da una sorridente polacca che con mano generosa dispensa ketchup al posto del pomodoro sulla margherita. Rabbrividisco e mando giù, i due Seba son troppo contenti, per loro è strabuona, indi annuisco poco convinto e tento di convincermi che è un burrito. Un litrino di weiss e si torna in camera, dove ci attendono tre paia di scarpe col tacco. Il destino ci ha donato tre gnoccolone nella stessa camera? Non lo sappiamo, son le due del mattino ma ancora non si vedono. Finestra aperta (caldo assurdo) e simpatici rumori cittadini a far da contorno, l'Italiano si addormenta sereno, mentre la falange teutonica soffre e si rigira tra le scarse lenzuola.
Ore 6:30 AM, suona la sveglia. Non quella dell'orologio, qualcosa di meglio. La porta si spalanca e fanno il loro trionfale ingresso tre allegre signorine decisamente ubriache, che in un minuto estraggono dalla borsa rum e coca e propongono il cuba libre mattutino. I due Seba abdicano in favore della serietà tedesca, ma l'Italiano non lascia, anzi raddoppia. Dopo aver messo in chiaro le cose con la colazione del campione, segue colazione locale, con salumi vari e succhi di piante mai viste. A questo punto anche il mio infallibile intestino inizia ad avere paura, ma il dado è ormai tratto, e si parte.
Giunti in un ameno paesino di campagna, ci immergiamo in una ex cava di porfido, gigantesca e ora piena di alberi e rocce. Ci sono un sacco di vie, non certo bellissime, ma ci si accontenta. Il posto è pieno di gente (polacchi soprattutto... climbano duri!), un pò sporco (cosa che in Germania ovest è semplicemente impensabile), e non molto poetico (gru e ex-cava appena a 200 m...), ma la roccia c'è. I primi due tiri son roba facile, ma trenta metri con tre spit (manco fossimo in Dolomiti... sono matti!) son sempre emozioni. Poi ci incazziamo contro una placchetta un pò stronza, ma alla fine passiamo, con due movimenti non male e qualche risata. Perchè il climber tedesco è rigorosamente silenziosissimo, ma quello italiano no.
[Il sottoscritto, svaccato sull'erba, redbull in mano, incitando senza tregua incurante degli sguardi sprezzanti dei polacchi poco lontani] "Come on, man, it's all in your mind, you HAVE to believe! Follow your instinct, what's your heart telling you?" [Busty, con in mano una tacca minuscola e alè caricare su uno sputino di svaso in aderenza a tre metri sopra il rinvio] "I tell you what... GO HOME, MAGGOT, the hell are you doing in here?"
Poi Zeb deve assolutamente provare un pò di materiale nuovo, indi ci inventiamo una due tiri di per sè facile ma in realtà piuttosto carambolesca, perchè in tre abbiamo due imbraghi! Dopo scene incredibili chiudiamo anche quella, ed è tempo di cibo. Finiamo in un posto notevolissimo, dove (per non pochi soldini, devo dire...) ci abbuffiamo di Sauerbraten, che oltre ad essere un pregevole MMORPG è anche un piatto tipico tedesco, una specie di brasato strabuono. Tento di spiegare ai barbari la poesia della polenta, ma non ce la fanno, è troppo per loro. Affondiamo il diverbio culinario in un litrino di Kostritzer (una birra scura tipica di lì, la vendono ovunque ma non c'è storia, lì è diversa ed è sublime...), e poi via per la vera attrazione della giornata.
Anche qui si tratta di una ex cava di porfido, ma stò giro i crucchi l'hanno riempita d'acqua. Ed è divertimento puro. Un paio di redbull e si inizia a provare, e non ci son cazzi, dopo i primi tre metri non vuoi più cadere. Collezioniamo qualche volo notevole, al sottoscritto rimane in mano una tacca a quattro metri dall'acqua, e son dolori, ma vuoi mettere che ridere?

Poi Busty vede una linea facile e la butta lì: arriviamo al top? Ok, non sono certo i quaranta metri di Sharma a Mallorca, però sette e passi metri son tantini lo stesso, provare per credere. Alla fine passiamo tutti, ma l'uscita ci strappa una botta di adrenalina pazzesca... Busty ci mette dieci minuti secchi e tutto il mio fiato per convincersi a mettere la punta della scarpetta (che tra l'altro anche se fradicia tiene alla grandissima! Fantastico!) sull'ultimo svaso e pregare. Ma alla fine passa, e a lui và la gloria del primo. Io lo seguo a ruota, i movimenti li ho visti, e a parte l'ultima zampata un pò da coglione passo anche io. Zeb invece si và a incastrare in un uscita di tallone, e sono cazzi amari. Passa anche lui senza cadere, ma all'uscita urla, e quando un tedesco urla vuol dire che il gioco si fà duro.

Ci rilassiamo ancora un pò su qualche boulder, ci tuffiamo da cinque metri, poi il sonno comincia a farsi sentire e l'acqua da freddina diventa gelida. Si torna all'ostello, ma rimane il ricordo di una grande esperienza... scarpette e costume, e basta. Addirittura non ho avuto bisogno della magnesite... e chi mi conosce sà cosa vuol dire! Il posto non grondava certo poesia, ma è stato bellissimo... libero, perfetto, la mente assolutamente bianca, fatta eccezione per qualche felino di troppo, ma questa è un'altra storia.
Varcata la soglia dell'ostello, troviamo le tre desperados pronte ad andare a cena. La falange teutonica è timida, ma io non me le lascio scappare. In qualche modo combiniamo una cena, ed anche se tutti siamo assonnati il risultato non è male. Busty viene placcato dalle tipiche tipelle dell'addio al celibato/nubilato (eccellente tradizione teutonica. Quando ti sposi le tue amiche vagano per la città vestite da conigliette/diavolette/poliziotte rivendendo alcolici vari per raccogliere i fondi per la festa. Mica sceme...). Ne usciamo con due bottiglie di spumante. Segue un mojito, qualche risata, ma poi davvero la sonnazza è eccessiva. Torniamo all'ostello, torneino di biliardo, spumante e poi a nanna.
Ore 9 sveglia, si salutano le desperados, e si tenta la seconda cazzata del weekend. Altra location da deep water solo, stavolta in un lago vero. In teoria (vuncio a parte, è zona da campeggiatori duri...) non è malaccio, in pratica il tempo è pessimo e noi siamo a pezzi. Ci tuffiamo rabbrividendo nell'acqua nerissima(e piena di alghe), e tentiamo qualche movimento. Saranno le braccia, ma ci sembra che la roccia faccia cagare, solo Busty sale qualche metro ma poi salta via, inizia addirittura a piovere.
Poco male, abbiamo foto divertenti e il morale alle stelle. Sulla via del ritorno facciamo i 220 Km/h (niente limiti sulle autostrade tedesche!) e ce la caviamo in fretta. La fine del temporale segna la conclusione di un weekend stranissimo, ma decisamente ne è valsa la pena. La forma è quello che è, il morale è quello che è, ma i due Seba sono a posto, e per quanto possa essere complicato scavare nelle persone in una lingua diversa dalla propria (inciso: i due hanno parlato SEMPRE inglese, gentilERRIMI!) le cose importanti le vedi subito. I sorrisi in primo luogo, le strette di mano, l'essere in grado di fare cazzate, di improvvisare (ok, loro in questo non sono bravissimi, serve l'Italiano...), di spendere il tempo in compagnia, di trovare il modo di impegnare un weekend nel più assurdo dei modi.
Deep water solo in quel di Lipsia, dunque... da rifare, senza dubbio. Magari a Mallorca, magari con i pochi di cui ora sento orribilmente la mancanza. Un sogno complicato di questi tempi... ma per quanto si possa essere sparsi per il mondo, ci sono cose che non si dimenticano, ma che al contrario incateneranno le nostre esistenze fino all'ultimo. A letto, ora... la schiena dolorante, ma il pensiero ancora sulla roccia, e su quanto significa per il mio animo stanco. Buonanotte...

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