alcune cose sopravviveranno al tempo...


04 dicembre, 2010

Rimpianti lontani, ed inutili vanità

Le ultime parole prima di lasciare casa ed amici. Strano, ma nemmeno poi tanto, che ci siano donne e rimpianti in mezzo. Temo che sia diventata una sorta di crudele abitudine...

"When you're going to come back in here? I don't want you to leave..." Queste stesse parole, precise fino all'ultima lettera, (forse perchè nel traslare ciò che si ha in testa in una lingua che non è la propria, in questi casi le opzioni non sono poi moltissime, non sò...) mi sono state sussurate in un orecchio da due ragazze diverse, a due mesi di distanza. La prima ancora spera ch'io torni sui miei passi, mentre alla seconda è bastata qualche ora per cadere. Bellissime, perfette, una voglia di vivere pazzesca negli occhi, e sul volto i segni di un passato importante, di una saggezza consapevole. Donne. Quanto vorrei esser stato in grado risponder loro "don't worry, I'll be back soon, everything is gonna be allright..." Ma non ci sono riuscito, nè due mesi fà, ne questa sera. L'ho lasciata andare, svanire nella pioggia col volto rigato da una lacrima assurda eppur sincera, mentre dentro di me gridavo, e piangevo, dio, come piangevo. Predico il carpe diem, ed invece raccolgo polvere. Gli occhi rossi e colmi di rimorso, metto un passo avanti all'altro verso casa, come fanno i matti, senza badare a ciò che succede intorno a loro, perchè tutto ciò che serve -ed anche un pò di più, a dirla tutta- già lo hanno dentro, e si ritorce furioso per l'eternità. Tra due giorni lascerò la Germania. Lascerò questa città, la mia casa, l'università, qualche amico sincero, e due donne a cui vorrei aver voluto bene, e forse l'ho anche fatto... ma che non ho avuto il coraggio di amare davvero. Non riesco nemmeno a tirare le fila di questi mesi, trascorsi in una solitudine apparente e ricercata. Per quanto ci sia chi mi ha tenuto e tutt'ora mi tiene a galla (e a costoro và il mio grazie più grande e sincero, poichè senza di loro sarei perduto), sono ridotto in pezzi. Brutti cocci di un vecchio vaso che pure riescono in qualche modo a fare ammattire le più belle del reame. Ma vanità a parte, cosa resta? Ombre, e ceramiche consumate. Cercherò sollievo nella roccia, ma il mio cuore sanguina, ed io non sono più capace di amare. Questo mi resta di questi mesi. La consapevolezza di aver perso dei pezzi per strada, e nulla più. Mettere insieme i cocci... accadrà, perchè vivere è una cosa meravigliosa, e per la quale, fortunato come sono, dovrei limitare a chinare il capo e ringraziare il Burattinaio. Ma il prezzo continua a salire, e i bravi artigiani scarseggiano. Dovrei accollarmi la mia esistenza sulle mie stesse spalle, incollare, limare, e dipingere a nuovo le mie giornate. Ma ne avrò la forza? Dei delle montagne, datemi una mano, ve ne prego. Tra un soffio di vento, ed una lacrima di pioggia, trovate un alito di speranza con cui alimentare questa fiamma che arde disperata al di sotto di un ceppo bagnato. E il fumo si innalza in questa mia notte, alto e crudele, lasciandomi in bocca l'amara realtà di un partita persa. Buonanotte...

1 commento:

Anonimo ha detto...

che suono familiare hanno queste parole...guardati indietro e scoprirai di averle gia' dette in altre occasioni di passaggio, di cambiamento...
quando vuoi my friend!
il tempo lo si trova sempre!
un bacio
Carlotta

behind the curtains...

La mia foto
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"The powerful play goes on, and you will contribute a verse..." -Walt Whitman-