E' impressionante come una robina piccola piccola possa farti tanto piacere... ogni volta che mi capitano stè cosucce (beh, mica tanto spesso, a dire il vero...) mi sento sempre un pò strano, un pò diverso, e mi ritrovo a camminare in giro con un sorriso stampato in faccia che sembra che abbia vinto alla lotteria...
Insomma, stamattina, putacaso, ero nell'amena Università Degli Studi Milano Bicocca (ormai eletta a mia seconda magione...), intento a digerire una spatafiata di lezione su misteri inenarrabili sui quali non mi dilungherò. Deo gratias, il maledetto aguzzino toglie, infine, dopo quella che sembra una eternità, l'ultimo lucido dalla lavagna, e con un ghigno malefico ci saluta, sparendo svolazzando nella sua (orrida) giacca scozzese. Più lento della morte mi alzo, tento di stiracchiarmi fallendo ahimè miseramente e ritrovandomi incroccato come un bastoncino findus dopo due ore di frittura in olio di ricino. Imbocco come una cinquecento ubriaca il corridoio bianco manicomio che porta verso la salvezza... caffè! Sì, io ti adoro, o mia caffeinica droga che instancabile tenta di salvare i miei sparuti neuroni dall'oblio.
Insomma, stamattina, putacaso, ero nell'amena Università Degli Studi Milano Bicocca (ormai eletta a mia seconda magione...), intento a digerire una spatafiata di lezione su misteri inenarrabili sui quali non mi dilungherò. Deo gratias, il maledetto aguzzino toglie, infine, dopo quella che sembra una eternità, l'ultimo lucido dalla lavagna, e con un ghigno malefico ci saluta, sparendo svolazzando nella sua (orrida) giacca scozzese. Più lento della morte mi alzo, tento di stiracchiarmi fallendo ahimè miseramente e ritrovandomi incroccato come un bastoncino findus dopo due ore di frittura in olio di ricino. Imbocco come una cinquecento ubriaca il corridoio bianco manicomio che porta verso la salvezza... caffè! Sì, io ti adoro, o mia caffeinica droga che instancabile tenta di salvare i miei sparuti neuroni dall'oblio.
Beh. comunque. Piglio per 20 centesimi del mio sangue un bicchierino colmo di tutto tranne che di caffè (c'è una proposta di tesi sperimentale su ciò che esce da quella macchinetta al posto del caffè...) e mi avvio a mò di bradipo sulla via del ritorno, testa bassa, occhio spento e viso di cemento. Arrivo a qualche metro dall'aula ,e sento qualcuno che mi tira una pacca sulla spalla alla Jhon Wayne urlando come un pirla "Ma chi è stò polentone?" C'è solo una persona al mondo capace di simile lessico in un plesso di Scienza dei Materiali...

Franco Magri. L'id-olo. Il faro. La guida. L'uomo più simpatico, più gentile e più buono dell'intera facoltà di scienze, pluripremiato professore di analisi funzionale già citato in mille ed uno lavori sulla modellistica differenziale di sistemi supramolecolari. Insomma, un guru, sceso dalla cattedra per illuminare, nel corso più bello della mia carriera universitaria, noi poveri stolti su ogni cosa che conteneva una modellizzazione in più variabili. L'uomo che si fermava guardandoti con quella faccia che non ridere è impossibile, e soprattutto quel difetto di pronuncia mortale , nel senso che ti ammazza dal ridere... tutto ciò che finisce in "òlo" (nota l'accento...) lui ripeteva. Dip-olo-olo-olo e anche alo ilo elo ulo, a volte piazzava delle combo che ti ribaltavi sul banco dal ridere... Dio che tempi... e noi a trovare tutte le parole del mondo che finiscono in olo, tra cui ricordiamo ammenic-olo, cavaturacci-olo, discob-olo, ninn-olo... e andammo avanti per mesi, anche adesso lo diciamo spesso... ci manca. Lui, il disatro di gesso che spalmava su ogni millimetro quadro dell'aula, ciò che scriveva alla lavagna autostenografandosi con risultati assurdi...
Ecco, tutto questo per dire che lui, idolo sceso sulla terra, uomo potente e di un intelligenza tremenda, lui sente il bisogno di fermare un suo ex-alunno per il corridoio e tirargli una pacca sulla schiena, con un soriso a trentadue denti di quelli che ti fanno ridere il cuore e ti lasciano contento per almeno un paio d'ore. Ecco, questo è uno stacking fault mica da ridere. Piccole cose fuori posto che impaccano antisimmetricamente la nostra esistenza, così simile a un fottuto reticolo cristallino, coi suoi voids, dislocations, misfits, e chi più ne ha più ne metta. Difetti di punto e di superficie che a volte spaccano le palle ma che a volte spaccano la routine con classe. Come Franco Magri, uomo che ho conosciuto solo per qualche mese, di cui non sò nulla, ma che rientra in quella rara e strana categoria di persone a cui non puoi fare a meno di voler bene, anche dopo due miuti. Qualche post fa avevo scritto qualcosa a proposito di ciò che non è inferno... e qui questo qualcosa l'ho fatto durare, e gli ho dato spazio...

3 commenti:
Sono convinto che arriverà un giorno in cui ci volteremo e per assurdo..per una modellizazione con una variabile aggiuntiva che non avevamo mai preso in considerazione tutto quanto il carrozzone dei nostri vent'anni si trasformerà in un unico vincente stacking faults, non ci crederemo, come einstein con la quantistica, eppure sarà successo..scopriremo che la regola sarà diventata una magica eccezione,sorrideremo,poco dopo,più nulla..solo se saremo dei bravi modellizzatori,quindi, alegher, all'opera!
Confermo riguardo a Magri... l'unico uomo in grado di essere apprezzato simultaneamente da matematici e fisici :)
LA BIBBIA SCIENTIFICA VIVENTE
Indeed! Non mi ha mai negato il piu' cortese dei saluti... raro. Mostruosamente raro...
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