C'è un che di strano in questa pioggia... scende leggera, in silenzio, timida alunna dei temporali estivi, eterna rompicoglioni del pendolare medio. Il quale se ne va mica tanto allegro, incastrato tra un treno che sà di vecchio (quando va bene) e una lunga serie di pensieracci in testa, questi ultimi selvaggiamente cangianti, si và dalla stronzata al macigno passando per il delirio. Eppure, tra un ritardo bastardo e un panino inquietante , il pendolare medio trova tempo per pensare. Ebbene sì , la routine gli procura dei trip che in confronto un viaggio da LSD è nulla, a volte lo becchi, stò pendolare, congelato alla fermata del tram nel tentativo di bucare l'asfalto con lo sguardo, tanto è in fissa con i cazzacci suoi che frullano tra i neuroni come un minipimer.
Ecco, quello sono io. Ogni giorno diverso, ogni giorno uguale. Jokeroso, direi. Vestito a caso, a volte di meno, a volte di più, a volte c'è addirittura uno scopo ma in genere è la fretta, la stessa sgradita collega che mi fà fare colazione con cracker e maionese, tanto per la gloria dell'aneddoto. E cammino, cammino sempre, fermo non sò stare, vago e vagheggio per una Milano umida e vuncia così ingombro di borse che sembra ch'io voglia vendere porta a porta non sò cosa, magari cavatappi, non ridete, c'è gente che fà anche quello... Come siamo buffi mentre viviamo. A volte mi fermo, mi guardo, e rido. Ma senza tristezza, al massimo con un pò di follia. Rido perchè
Mi sembra spesso di scivolare lungo le giornate come un rametto di pino in un torrente... E forse noi siamo proprio così, e il Grande Burattinaio in realtà è solo un bambino, che spezza rametti dalla mattina alla sera e li butta nel torrente, senza nemmeno sapere che sarà di loro. Ma a me piace pensare che perlomeno abbia voglia di raddrizzarli se si incastrano tra i sassi. Di legarne insieme un pò , magari anche solo un paio, per farli stare a galla...

Insomma, in questi giorni mi guardo in giro e mi sento per l' appunto molto rametto di pino, che nel bene e nel male tenta di arrivare... non saprei dire dove... ma sò anche che non è quello ciò che importa. No davvero... l'importante è il come. Non seguire l'onda, ma inventare, non lasciare che le nuvole ci mettano paura, e sempre stare a galla... non più nell'estremo tentativo di non annegare, ma nel possente sforzo di galleggiare a testa alta, pur essendo, in fin di conti, solo un fottutissimo, microbico, ed insignificante rametto di pino... un sorta di pazzesco Cyrano anfibio...

1 commento:
...che vuoi,siamo fratelli...ci sono alcuni odori che più non capisci se sono tuoi o suoi,veramente,ti sembrano proprio i tuoi,devi impegnarti per trovare le sfumature...alla fine ci riesci e sono quelle mattine che anche se la scarpa puzza da far schifo tu a tuo fratello gli vuoi un bene dell'anima,perchè ha e insieme non ha il tuo stesso odore!
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