eh sì. ogni tanto bisogna anche fare un pò di ordine. e siccome avrei da scrivere tante, troppe cosaccie (che ancora hanno da attendere tempi opportuni), allora ne approfitto per disfarmi di qualche bozza più o meno antica. che male non fà, suvvia. in effetti, fà quasi sorridere. ciò che sarà, invece... mah. devo avere pazienza. poi, in ogni caso, urlerò. per ora, mi limito a qualche vecchia riga scartabellata quà e là. senza date. chi mi conosce, saprà incastrare tutti i pezzi al posto giusto.
mezza solitudine...
yep. lunedì prossimo ultimo esame, poi finisco la tesi, poi mi laureo. se tutto va bene. conclusione di tre anni duri, davvero duri. si sono rivelati tali non solo a causa mia, ma non mi lamento. affatto. ora sono quasi in cima alla collina, con un nuovo anno davanti, e con poca roba intorno. a dire il vero, la solitudine per un fisico teorico non è malaccio. pensare, pensare, pensare. siamo questo. addestrati ad individuare un problema, capirlo nel profondo, elaborarne la risposta, concretizzarla, verificarla, e poi individuare un problema nuovo. molto dinamico, molta soddisfazione. il resto del mondo esiste appena, in effetti. le ore scorrono e l'unica cosa fissa sei te stesso, più i tuoi neuroni al lavoro. chiaro però che non siamo macchine. quando stacchiamo la spina (anche se non sempre ci riesce...) vogliamo urlare, ballare, giocare, divertirci, trincare... ma il resto del mondo viaggia a un ritmo diverso. più lento. ma paradossalmente siamo proprio noi a rimanere indietro, perchè vivere richiede tempo, e noi, non ne abbiamo. vittimismo? no, io non lo credo. non ora, non dopo mesi senza fermarsi mai. berremo noi un vino più buono di altri, a fine pasto? vedremo. ora rimango io, e ancora io. egoismo senza fine, ma non è semplice capire. l'ho scelto, come tante cose non consapevole di dove sarei andato a finire. ma la strada giusta è sempre quella in salita, e qui io di discese non ne vedo. buon segno. peccato dover camminare da soli, ma forse è destino [...]
in gran spolvero...
ma sul serio. una delle mille cose che mi rende insonne (in senso figurato, sia chiaro, in realtà me la ronfo come un ghiro sempre e comunque... la stanchezza non è una opinione...) è che passo parecchio tempo, diciamo pure troppo, a lamentarmi delle mille cosacce più o meno importanti che nella mia esistenza non vanno perfettamente al loro posto. sì, cazzo, ma se tralasciamo alcune eccezioni (che ci sono, perchè ci sono, boia mondo...), sono dettagli. la verità [...]
scarpe...
scarpe. utili e/o fighe. ciliegia d'eccezione sulla eccitante torta del vestito nuovo. oppure irritante gesto di mattutina noia tra il lavarsi i denti e il pullman che arriva. o ancora, ed è questo che per questa sera mi interessa, sudice portatrici di ricordi più o meno lontani. in linea di massima il sottoscritto non ha una gran cura delle cose. diciamo pure che sono un disastro. è uno dei miei mille difetti, ed anche uno dei più radicati. posso essere ordinato per un giorno, una settimana, un mese massimo, poi ripiombo inesorabilmente nel caos. comunque. questa sera ero talmente nervoso da non riuscire a star fermo. capita, quando il weekend che avevi in mente, l'unico da qui a non si sà quando in cui avevi la possibilità di farti un pò gli affaracci tuoi, si trasforma in due giorni di studio forzato. beh, niente lacrimoni, me la sono cercata a forza di bagordi notturni, quindi alè e zitti, si lavora, e poi, che diamine, ne verranno altri di weekend, giusto? e allora, quando sono nervoso la soluzione è sfiancarmi alla grande. inforcati i gloriosi pantaloncini del magenta basket, quelli che se quando l'allenatore mi beccherà mi userà come palla, buttata sù la altrettanto gloriosa [...]
orgoglio (e non pregiudizio)...
questa sera ero eccezionale, con il mio nuovo cappotto, e la sciarpa, e tutto il resto, ma in realtà ho dormicchiato tutto il tempo su un altrui divano, peraltro freddo assai. sembrare usciti da un film non serve a nulla se hai dormito poco, non ci sono cazzi. sono stanco. ma ora, sepolto vivo dalla coperta, scrivo. mi guardo intorno. mio fratello che dorme, quel maledetto cazzone, che ho tirato fuori a forza dal nero, si è fatto ripescare come un tonno, e meno male. vestiti ovunque, ma davvero ovunque, sparsi per terra, sulla lampada, nel letto, sugli scaffali della libreria, sul pc... tra chitarre e libroni, qualcuno sporco di magnesite, un altro con una strisciata di terra allucinante. un incubo. mia madre ultimamente si rifiuta di entrare in questa stanza, e non è ch'io possa dargli torto. è un disatro, un gran casino... un pò come il sottoscritto, e devo ammettere che la cosa non mi dispiace affatto. ingarbugliato, ma dinamico. mai completamente sereno, mai davvero in pace, ma sempre alla ricerca, sempre teso. teso verso l'alto. la testa che lavora veloce, avvezzo ormai all'improvvisazione, perenne. A volte mi sembra di venir trascinato di forza su un palco di un locale con una chitarra in mano, con il proprietario che ti dice "suona, stronzo". ma io suono, anche se a volte ci azzecco e a volte meno, questo non lo metto in dubbio... tra due giorni è natale. ovvio che ne ho perso il profumo, l'atmosfera, ma forse non del tutto. anche se quest'anno, con il prof. che mi violenta di hamiltoniane via mail, e il campo dei marmocchi da preparare, e un sacco di altra merda tra le mani ed in testa... beh, questo natale rischierebbe di diventare un giorno come altri. magarì accadrà proprio così, non lo sò. ho appena dato un occhio al malefico cellulare, croce hi-tech della moderna ansia, e ho trovato parecchia roba. l'sms sviluppa l'intuito e la fantasia di chi legge, ne sono convinto, al pari di quanto amplifica la capacità di sintesi di chi scrive. diventeremo una massa di persone efficaci e precise. perderemo il gusto di perderci, me lo sento. comunque. ho trovato parole, un sacco di parole. alcune dolci, altre dure, altre davvero nere, tristi, alcune sono urla, addirittura. per colpa mia, temo. ad alcune cose porrò rimedio, infine, anzi, sono già a buon punto. altre rimarranno lì, invece, che io lo voglia o meno. certo è, ed è per questo che questa notte scrivo, per questo che anche stanotte ringrazio il grande burattinaio, che sono orgoglioso di guardarmi allo specchio, e sentire di avere qualcosa da dire. orgoglioso di aver lasciato il segno, anche se a volte solo graffiando, e per causa di quei graffi mi morderò la lingua per sempre fino a sentire in bocca il sapore del sangue, e ancora non basterà, perchè la coerenza è il ricordarsi dove abbiamo sbagliato e perchè, ed evitare di concedere un bis alla platea attonita. un pò confuso, senza dubbio. a quest'ora e dopo quest'alcool le parole escono da sole, e sono tante, alcune sono solo fronzoli, ma che importa? nonostante la sgradevole sensazione che queste nuvolacce nasconderanno le mie lune ancora per molte notti a venire, non fa nulla. credo che l'importante sia sentirsi sereni quando si arriva alla fine della giornata. per me, oggi è così, anche grazie a parecchie persone che sempre, costantemente, mi offrono una spalla, nonostante la mia pigrizia. a loro va un abbraccio grande come una montagna. a me va invece augurata una buona notte. lo hanno fatto quattro persone diverse nell' ultima ora, tutte a parecchi kilometrini di distanza. incredibile. cosa faccio per meritarmi tutto questo? perchè proprio io? vero è che ne pago il prezzo, e spesso risulta salato assai, ve lo garantisco. solo, incasinato, non esente dal voler sfogare sulla roccia un pò di cose che in me ancora non capisco. ma c'è tempo. per ora, grazie. rocce e chitarre, palcoscenico e vento in faccia. difficile volere di più. difficile non esserne orgoglioso. impossibile non sghignazzare crudele alle spalle di chi vanta molto meno. vanità, senza dubbio, ma conquistata passo passo. il resto, cari signori, mancia. il resto, mancia [...]
hacking...
siamo al termine della grande frenesia, del "grande tremito", citando quel libro così solare che è "L'isola dei Gabbiani", uno di quei pochi che rileggo sempre volentieri quando si avvicina quella che almeno in linea teorica dovrebbe essere la vacanza. quest'anno, và un pò meglio dell'anno scorso, o almeno, per certi punti di vista è così. l'anno scorso ero invasato causa tesi, ma d'altro canto ero ben conscio di dove e come sarei arrivato a destinazione. questo giro, invece, le cose sono andate diversamente. tecnicamente [...]
e buonanotte, signori. ancora una volta, parlo in silenzio, e scrivo senza inchiostro. perchè non è tempo, non ancora. non ancora...
mezza solitudine...
yep. lunedì prossimo ultimo esame, poi finisco la tesi, poi mi laureo. se tutto va bene. conclusione di tre anni duri, davvero duri. si sono rivelati tali non solo a causa mia, ma non mi lamento. affatto. ora sono quasi in cima alla collina, con un nuovo anno davanti, e con poca roba intorno. a dire il vero, la solitudine per un fisico teorico non è malaccio. pensare, pensare, pensare. siamo questo. addestrati ad individuare un problema, capirlo nel profondo, elaborarne la risposta, concretizzarla, verificarla, e poi individuare un problema nuovo. molto dinamico, molta soddisfazione. il resto del mondo esiste appena, in effetti. le ore scorrono e l'unica cosa fissa sei te stesso, più i tuoi neuroni al lavoro. chiaro però che non siamo macchine. quando stacchiamo la spina (anche se non sempre ci riesce...) vogliamo urlare, ballare, giocare, divertirci, trincare... ma il resto del mondo viaggia a un ritmo diverso. più lento. ma paradossalmente siamo proprio noi a rimanere indietro, perchè vivere richiede tempo, e noi, non ne abbiamo. vittimismo? no, io non lo credo. non ora, non dopo mesi senza fermarsi mai. berremo noi un vino più buono di altri, a fine pasto? vedremo. ora rimango io, e ancora io. egoismo senza fine, ma non è semplice capire. l'ho scelto, come tante cose non consapevole di dove sarei andato a finire. ma la strada giusta è sempre quella in salita, e qui io di discese non ne vedo. buon segno. peccato dover camminare da soli, ma forse è destino [...]
in gran spolvero...
ma sul serio. una delle mille cose che mi rende insonne (in senso figurato, sia chiaro, in realtà me la ronfo come un ghiro sempre e comunque... la stanchezza non è una opinione...) è che passo parecchio tempo, diciamo pure troppo, a lamentarmi delle mille cosacce più o meno importanti che nella mia esistenza non vanno perfettamente al loro posto. sì, cazzo, ma se tralasciamo alcune eccezioni (che ci sono, perchè ci sono, boia mondo...), sono dettagli. la verità [...]
scarpe...
scarpe. utili e/o fighe. ciliegia d'eccezione sulla eccitante torta del vestito nuovo. oppure irritante gesto di mattutina noia tra il lavarsi i denti e il pullman che arriva. o ancora, ed è questo che per questa sera mi interessa, sudice portatrici di ricordi più o meno lontani. in linea di massima il sottoscritto non ha una gran cura delle cose. diciamo pure che sono un disastro. è uno dei miei mille difetti, ed anche uno dei più radicati. posso essere ordinato per un giorno, una settimana, un mese massimo, poi ripiombo inesorabilmente nel caos. comunque. questa sera ero talmente nervoso da non riuscire a star fermo. capita, quando il weekend che avevi in mente, l'unico da qui a non si sà quando in cui avevi la possibilità di farti un pò gli affaracci tuoi, si trasforma in due giorni di studio forzato. beh, niente lacrimoni, me la sono cercata a forza di bagordi notturni, quindi alè e zitti, si lavora, e poi, che diamine, ne verranno altri di weekend, giusto? e allora, quando sono nervoso la soluzione è sfiancarmi alla grande. inforcati i gloriosi pantaloncini del magenta basket, quelli che se quando l'allenatore mi beccherà mi userà come palla, buttata sù la altrettanto gloriosa [...]
orgoglio (e non pregiudizio)...
questa sera ero eccezionale, con il mio nuovo cappotto, e la sciarpa, e tutto il resto, ma in realtà ho dormicchiato tutto il tempo su un altrui divano, peraltro freddo assai. sembrare usciti da un film non serve a nulla se hai dormito poco, non ci sono cazzi. sono stanco. ma ora, sepolto vivo dalla coperta, scrivo. mi guardo intorno. mio fratello che dorme, quel maledetto cazzone, che ho tirato fuori a forza dal nero, si è fatto ripescare come un tonno, e meno male. vestiti ovunque, ma davvero ovunque, sparsi per terra, sulla lampada, nel letto, sugli scaffali della libreria, sul pc... tra chitarre e libroni, qualcuno sporco di magnesite, un altro con una strisciata di terra allucinante. un incubo. mia madre ultimamente si rifiuta di entrare in questa stanza, e non è ch'io possa dargli torto. è un disatro, un gran casino... un pò come il sottoscritto, e devo ammettere che la cosa non mi dispiace affatto. ingarbugliato, ma dinamico. mai completamente sereno, mai davvero in pace, ma sempre alla ricerca, sempre teso. teso verso l'alto. la testa che lavora veloce, avvezzo ormai all'improvvisazione, perenne. A volte mi sembra di venir trascinato di forza su un palco di un locale con una chitarra in mano, con il proprietario che ti dice "suona, stronzo". ma io suono, anche se a volte ci azzecco e a volte meno, questo non lo metto in dubbio... tra due giorni è natale. ovvio che ne ho perso il profumo, l'atmosfera, ma forse non del tutto. anche se quest'anno, con il prof. che mi violenta di hamiltoniane via mail, e il campo dei marmocchi da preparare, e un sacco di altra merda tra le mani ed in testa... beh, questo natale rischierebbe di diventare un giorno come altri. magarì accadrà proprio così, non lo sò. ho appena dato un occhio al malefico cellulare, croce hi-tech della moderna ansia, e ho trovato parecchia roba. l'sms sviluppa l'intuito e la fantasia di chi legge, ne sono convinto, al pari di quanto amplifica la capacità di sintesi di chi scrive. diventeremo una massa di persone efficaci e precise. perderemo il gusto di perderci, me lo sento. comunque. ho trovato parole, un sacco di parole. alcune dolci, altre dure, altre davvero nere, tristi, alcune sono urla, addirittura. per colpa mia, temo. ad alcune cose porrò rimedio, infine, anzi, sono già a buon punto. altre rimarranno lì, invece, che io lo voglia o meno. certo è, ed è per questo che questa notte scrivo, per questo che anche stanotte ringrazio il grande burattinaio, che sono orgoglioso di guardarmi allo specchio, e sentire di avere qualcosa da dire. orgoglioso di aver lasciato il segno, anche se a volte solo graffiando, e per causa di quei graffi mi morderò la lingua per sempre fino a sentire in bocca il sapore del sangue, e ancora non basterà, perchè la coerenza è il ricordarsi dove abbiamo sbagliato e perchè, ed evitare di concedere un bis alla platea attonita. un pò confuso, senza dubbio. a quest'ora e dopo quest'alcool le parole escono da sole, e sono tante, alcune sono solo fronzoli, ma che importa? nonostante la sgradevole sensazione che queste nuvolacce nasconderanno le mie lune ancora per molte notti a venire, non fa nulla. credo che l'importante sia sentirsi sereni quando si arriva alla fine della giornata. per me, oggi è così, anche grazie a parecchie persone che sempre, costantemente, mi offrono una spalla, nonostante la mia pigrizia. a loro va un abbraccio grande come una montagna. a me va invece augurata una buona notte. lo hanno fatto quattro persone diverse nell' ultima ora, tutte a parecchi kilometrini di distanza. incredibile. cosa faccio per meritarmi tutto questo? perchè proprio io? vero è che ne pago il prezzo, e spesso risulta salato assai, ve lo garantisco. solo, incasinato, non esente dal voler sfogare sulla roccia un pò di cose che in me ancora non capisco. ma c'è tempo. per ora, grazie. rocce e chitarre, palcoscenico e vento in faccia. difficile volere di più. difficile non esserne orgoglioso. impossibile non sghignazzare crudele alle spalle di chi vanta molto meno. vanità, senza dubbio, ma conquistata passo passo. il resto, cari signori, mancia. il resto, mancia [...]
hacking...
siamo al termine della grande frenesia, del "grande tremito", citando quel libro così solare che è "L'isola dei Gabbiani", uno di quei pochi che rileggo sempre volentieri quando si avvicina quella che almeno in linea teorica dovrebbe essere la vacanza. quest'anno, và un pò meglio dell'anno scorso, o almeno, per certi punti di vista è così. l'anno scorso ero invasato causa tesi, ma d'altro canto ero ben conscio di dove e come sarei arrivato a destinazione. questo giro, invece, le cose sono andate diversamente. tecnicamente [...]
e buonanotte, signori. ancora una volta, parlo in silenzio, e scrivo senza inchiostro. perchè non è tempo, non ancora. non ancora...


1 commento:
Scrivi bene lo sai...dovresti scriverlo alla fine un fottutissimo libro:funziona così qualcuno ti trascina su un foglio di carta e ti dice"scrivi,stronzo."
alle volte ti riuscirebbe davvero bene temo...l'ha già fatto uno a torino paolo giordano,La solitudine dei numeri primi
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