Senza nero non esisterebbe il bianco. Banalità? Forse sì. Ma da sempre l'uomo si concentra sugli estremi, analizza gli apici, esalta i massimi, cerca l'esasperazione, dal piccolo gesto della quotidianeità al grande ideale di una vita. I saggi affermano che senza i grandi dolori non esisterebbero le grandi gioie e senza i grandi sacrifici non esisterebbero le grandi soddisfazioni. Dalla filosofia passando per la storia, l'uomo tende a un qualche estremo, ma si è dimenticato di ciò che ci stà in mezzo. Il grigio. La noia. La routine, il solito, la sveglia alle sei, il treno, il ritorno, e via che si ricomincia. Il dolore che non è più un abisso ma che si insinua piano tra i ricordi di un tempo e le speranze di adesso. Il fare le cose senza il gusto di farle, il parlare con qualcuno e non riuscire a guardarlo negli occhi, l'inventarsi un'altra maschera, da aggiungere alla collezione, una per ogni occasione, come un buffone di corte sceglie il cappello più buffo per far ridere il re. La mediocrità, insomma, di per sè apparentemente futile e per l'appunto mediocre, ma magari più pericolosa del nero. Forse non siamo più capaci di grandi sentimenti, forse davvero nemmeno siamo più in grado di sentire sulla nostra pelle un nero da notte senza luna o un bianco da neve dei 3000. Qualche squarcio nel nostro cielo, qualche urlo che non ci esce dalla bocca ormai da anni, qualche lacrima che non riusciamo più a versare...“Ma allora pensò che per quanto la vita sia incomprensibile, probabilmente noi la attraversiamo con l’unico desiderio di ritornare all’inferno che ci ha generati, e di abitarvi al fianco di chi , una volta, da quell’inferno ci ha salvato. Provò a chiedersi da dove venisse quell’assurda fedeltà all’orrore, ma scoprì di non avere risposte. Capiva solo che nulla è più forte di quell’istinto a tornare dove ci hanno spezzato, e a replicare quell’istante per anni. Solo pensando che chi ci ha salvati una volta lo possa poi fare per sempre. In un lungo inferno identico a quello da cui veniamo. Ma d’improvviso clemente. E senza sangue.”
-Alessandro Baricco-

2 commenti:
forse scostando un pò quella tendina di nuvoloni che l'uomo s'è creato...vedrà che anche dietro la più brutta tempesta c'è un cielo sereno.
non è obbligatorio scostare le nubi le puoi semplicemente attraversare...meglio se accompagnato da qualcuno...per raggiungere il ciel sereno; che non è troppo lontano ne sono sicuro. buona giornata
qualcuno una volta disse: "le nuvole passano, il cielo resta"...
ma non ricordo più chi
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