alcune cose sopravviveranno al tempo...


30 maggio, 2006

il vecchio e il bambino...


"Nevica sempre, in questo cazzo di paese?", -domanda con un sorriso divertito il suo vecchio amico, calpestando allegro la neve- "Solo quando torni a farmi visita,Yankee...", -risponde lui-. Si stringono la mano, si abbracciano felici come due bambini fino a farsi male, in una sera di gennaio di quelle in cui il vento è incazzato sul serio, ed insieme alla bianca signora forse cade anche qualche lacrima. "Mi sà che stasera non combineremo un granchè" -riprende dopo qualche istante lo Yankee- "Non avevo messo in conto un tempo del genere, e alle nove devo essere a Rozzano, devo tirar su una amichetta e sarebbe scortese darle buca, non trovi?" "Ogni lasciata è persa, vecchio..." conclude l'altro, con la faccia di una che sà di dire una cazzata, ma solo fino a metà...Si infilano come due ladri nel circolino del paese,un posto da campari col bianco e da totocalcio. Scelgono il più nascosto tra una decina di tavoli da caffè veneziano inculcati a forza in una atmosfera tutt'altro che veneziana, incorniciata da un vecchio sdentato che si incazza contro la slot machine e due belle bionde, ma di quelle alla spina. Si siedono l'uno di fronte all'altro, squadrandosi a vicenda come se fossero sul ring, ma senza sospetto, senza rabbia, giusto per vedere cosa è cambiato."Ciao ragazzaccio. Bel tempo di merda. A Dallas due settimane fa c'erano trenta gradi, sai?" Lo Yankee è un tipo strano,occhiaie fino al collo ma due occhi di quelli che qualcosa da dire ce l'hanno,la testa piena di pensieracci peggio che una nuvola nera quando stà per piovere. Il ragazzaccio invece è un tipo strano,occhiaie fino al collo ma due occhi di quelli che qualcosa da dire ce l'hanno,la testa piena di pensieracci peggio che una nuvola nera quando stà per piovere. Il primo è un pò più vecchio, ha alle spalle un cuore spezzato e due anni in America,l'altro ha solo vent’anni, non è mai stato in America ma il cuore spezzato c'è, e almeno per questa sera tanto basta. Parlano, non per delle ore come vorrebbero, solo il tempo che ci vuole per finire due birre. Parlano di com'è l'America, strana, di come stanno, male, di cazzate, tante. Si erano salutati due anni fa, quando lo Yankee era partito,ed ora eccoli qui. Due anni fa non erano così, ma non importa, pensa il ragazzaccio, il vero problema è quando di due amici, di due colleghi, di due innamorati, ne cambia solo uno. E invece no . Meglio così."Perché?" domanda a un certo punto lo Yankee,con la faccia di uno che sà cosa aspettarsi ma solo fino a metà. Per due mesi, due lunghi mesi, il ventenne ha aspettato che lo Yankee glielo chiedesse: "Perché ti ha lasciato?" Quanta merda da tirar fuori... Non che gli seccasse, non che non l'avesse ancora fatto, il punto è che il tempo di una birra per certe cose non basta,e che due mesi per certe cose non bastano, e poi, cazzo, come fai a tirar fuori quel gran casino che hai in testa, quando nemmeno tu ci capisci nulla? L'unica cosa che sò, si dice il ragazzaccio mentre finge di pulire il bicchiere per temporeggiare, gli occhi fissi su un soffitto che non c'è, e la mano che tamburella nervosa sul tavolo sporco, è che tutto è sommerso dal dolore. Un dolore nero, tagliente, senza fine, per il quale nessuno ha ancora trovato un nome, e che nel frattempo dura una vita, graffiandoti così in fondo che ogni canzone, ogni gesto, ogni ricordo al posto sbagliato ti scaglia ancora in un oblio senza mai pace. Ma a volte il silenzio dice tutto, e lo Yankee lo sà, perché sepolto sotto una maschera da giullare, sotto la faccia del buffone di corte che ogni tanto ne tira fuori una dal cappello, anche lui ha il cuore spezzato, tante domande senza risposta, e anche qualcuna a cui forse purtroppo una risposta l'ha trovata. "Allora sei stato a Modena, hai fatto quel che dovevi fare?" Non parla di qualche cazzo di mostra di Picasso, lo Yankee, anzi. Parla di un rimpianto, di una ragazza, una serata per riuscire a dimenticare, ma non và. "Il problema è che dura una notte,Yankee. Poi ti svegli la mattina dopo a chiederti che cazzo ci facevi lì, e lo sai, perché lo sai, che lei non era lei, che non tornerà ,che non serve a un cazzo, che sei fottuto, che ti mancano dei pezzi di quelli che dal ferramenta non li trovi, pezzi che lei si è portata via e non torneranno mai, Yankee, lo capisci? Mai, cazzo, mai più...". Lo Yankee lo sa eccome,e allora racconta, come solo lui sà fare, pensa il ragazzaccio, parla con un sorriso amaro scolpito sulle labbra e gli occhi qualche oceano più in là. "Sono diventato flessibile, hai presente? Mi piego, quasi tocco terra, poi mi rialzo sempre, forse un pò più sporco ma ci sono. Ho l'anima in candeggina, le mani bucate, vivo in un cazzo di paese che non è il mio, eppure ci sono. Non è molto, ma è di sicuro abbastanza". "Canna che non si piega si spezza", gli risponde il ventenne con una citazione da casa di riposo, ma il concetto l'ha capito. "Sì, alla fine stiamo a galla, Yankee, a pezzi ma stiamo a galla, forse senza nemmeno sapere come ma è così..." E poi la birra finisce, e Rozzano è più lontana che mai con le strade ridotte a piste per sci di fondo. E allora via, si esce nella neve, dopo un aperitivo di quelli dove del martini con l'oliva non gliene importa un cazzo a nessuno, ciò che importa è incrociare due strade che non si incrociavano da tanto, e vedere dove cazzo hanno intenzione di andare. " Prima del cinque ci troviamo ancora, ma stavolta andiamo a cena. Scegli tu il posto" - dice lo Yankee. Il ragazzaccio annuisce, lo abbraccia, si volta, e torna verso casa, calpestando allegro la neve.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

yes..
yes..
cade sempre la neve quando succedono le cose senza tempo.
le cose quelle dei libri...oltre le vicende,nient'altro che la neve,e la notte..una capana di silenzio.
Eppure quando la vicenda è così assurda e pacata insieme è come se i personaggi sorridendo silenziosi,riuscissero a intravedere il libro che li custodisce...
Magari un giorno di quelli,per caso incontreranno l'autore...già,l'autore...
yes..
yes..

gabriele ha detto...

No, non stronze...affilate è il termine adatto...lame di ghiaccio in anime nere, onde grigiastre sui fianchi spezzati di relitti ormai perduti...so be it...

behind the curtains...

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