Sono un canto spezzato,una lacrima di perla,
un nome dimenticato.
Non ho nessuno fuorchè le stelle,
l'urlo della notte, il vento sulla mia pelle.
Non ho ricordi e non ho rimpianti,
la pioggia li ha ammazzati tutti quanti.
Ma cammino piano,
gridando forte per le vie,
perchè quando sono solo,
quelle vecchie pietre diventano mie

4 commenti:
si pero'... poi ridi un po'.
thank you, my old yankee...
come un cane randagio tornerò a questo angolo che odora di te,proverò a coprirlo con la mia di pipì...adesso non mi scappa!,è giorno i bambini riderebbero e penserebbero che è una simpatica ragazzata il mio pisciare sui muri,forse mi imiteranno divertiti...ma il nostro è affar serio caro vecchio radagast, loro non sanno che marcare il territorio è roba che succede di notte,nel silenzio pesante delle nuvole...solo loro sanno imprimere ai nostri spruzzi di pipì una forza così grande da marchiarle a fondo nel cuore di noi.
una cosa sulla tua pisciatina la dico:che voglia di dire punto,alla fine...che voglia di sdraiarsi, su quelle pietre e trovare che sono tiepide,a tuo agio,a pancia in su,sorridendo adagio...verrà il giorno che riusciremo a uscire anche di giorno,a farci pizzicare le palpebre dal sole del mattino...abbiamo bisogno di quel calore,di abbronzarci...le pietre saranno il nostro segreto raro,ma non più la tana,notturna e sola.
tu dici, bro? Niente più tane, niente misteri, niente maschere? Può darsi...ci vorrà tempo, impegno e una buona dose di culo...nel frattempo, che una enorme pinta di Guinnes splenda sul cammino di entrambi, dalle mie maschere al tuo record di immersione...
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