
Un giorno, forse,
libero dai ricordi, troverò la pace.
Intanto, dove infine tutto tace,
ripongo non visto il mio dolore,
nascosto tra lune capovolte, e lunghe notti senza ore.
Sono voci grevi, grigie, che gridano di pioggia.
Sono i grandi romanzieri, sconfitti,
col capo chino sulla fine della storia.

4 commenti:
My friend, la fenice è uno di quegli animali mitici per me...
sono arrivato alla conclusione che tutti noi siamo un po' fenice, perchè ogni volta che affrontiamo dei momenti "forti" nella nostra vita, muoriamo e risorgiamo a nuova vita, rinvigoriti, ma portandoci appresso tutto il bagaglio della vecchia vita..
^_^
Fenice... un animale di solo istinto... bellissima poesia, anche se non credo sia necessario liberarrci dei ricordi per trovare la pace.
Emma.
Ma quanto pesa quella stramaledetta valigia nera e consunta che ci ostiniamo a trascinare lungo questi sentieri, non meno polverosi di quelli che credevamo di avere abbandonato? Non sò, man, proprio non lo sò...
Thanks...Non ho ancora avuto tempo di dare una occhiata decente a tutto ciò che hai scritto tu, ma lo farò...dark&dusty,like painted on the sky...so...let's take a walk along this black curtain...
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