alcune cose sopravviveranno al tempo...


17 novembre, 2007

a testa alta...

un pò di cronaca. sono le quattro del pomeriggio, e mi sono appena svegliato. tre giorni fa me ne uscii di casa, sapendo che avrei dormito da un amico (una parola che non basta proprio per nulla, ma questa è solo cronaca...), ma non sapendo cosa sarebbe successo il giorno dopo. nelle ultime 48 ore ho messo il mio fegato, e non solo, a durissima prova. il motivo è il più semplice del mondo. per ciò che si ha a cuore, si fà qualunque cosa. e infatti. ieri notte,
"I've eaten the sun so my tongue has been burned of the
taste
" -Down in a Hole (Alice in Chains)-
ma davvero.

e cosa può fare un uomo che ha morso il sole? unicamente spezzarsi solo perchè forse non ne mangerà mai più? no. perchè il sapore rimane, e quei minuti pure. e vanno tenuti lì. inchiodati, incatenati, a costo che i chiodi e le catene spezzino te stesso, perchè in quegli istanti sei invincibile, in quegli istanti gli orologi sono sono una inutile massa di metallo, il tempo e il domani si liquefano al sole e tu sorridi,

perchè la felicità è questo, ed io mi ero dimenticato cosa fosse.


dalle 2:30 del mattino fino alle 5:00 ho vagabondato per milano. mi sono cambiato i vestiti insieme ai barboni di greco pirelli, ho camminato con i pazzi di melchiorre gioia e ho raccontato barzellette al paninaro della stazione centrale, sempre camminando, lottando contro il freddo ed il sonno, ma a testa alta, assolutamente convinto di poter sventrare il cielo con la punta delle dita. nemmeno riuscivo a pensare, non quanto avrei voluto, perchè era parecchio che non mi capitava di dover attendere il primo treno di tutta la giornata. da pazzi, mi è stato appena detto. no. non è una patetica dimostrazione del mio infinito ego, la vanità mi appartiene, è vero, ma non questa volta.




ed ora?

ah, darei un braccio per saperlo. ma tanto per freddare la poesia, il problema ha parecchi gradi di libertà, ed i parametri che avevo la possibilità di fissare li ho fissati, e da un pò. non tufferò la lingua nel ghiaccio, nonostante il sole, anzi. per scelta. e a testa alta, rimarrò qui, malconcia sentinella di fronte a questo mare inquieto. nel frattempo, corro a comprare un telefono che ho perso, sorridendo tra le lacrime, e nell'assoluta certezza che se queste, la milano di notte, e tutto ciò che verrà, costituiscono il prezzo da pagare per aver osato tanto, in ogni caso ne è valsa davvero la pena. bruciato. ma con occhio attento e il vento nei capelli guarderò questo fuoco, nella speranza che presto o tardi possa stendere ancora questa mia manaccia su di esso.

“Rest and a complete change,” said George. “The overstrain upon our brains has
produced a general depression throughout the system. Change of scene, and
absence of the necessity for thought, will restore the mental equilibrium.”
-Three Men in a Boat (Jerome K . Jerome)

ma non mi è possibile, mi dispiace. o meglio, non mi dispiace affatto.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Giusto perchè anche io sono affetto da bipolarismo etico (scienziato ed umano), dico solo questo:
Una volta che ci si è scottati con il Sole sulla lingua, la tensione sarà sempre quella di tornare, violenti, alla sensazione di ebrezza spinta e di felicità incondizionata.
È quindi meglio vivere con la certezza di non sapere, o con quella di conoscere senza poter avere?
La risposta è semplice, per uno scienziato... Ma così difficile da accettare, per un umano.

gabriele ha detto...

come direbbe il vecchio chris, "una presa dipende da che parte la giri...". bipolarismo etico, dici. può darsi. a me piace pensare di essere me stesso in ogni istante, strano e fuori equilibrio, certo, ma un gran mix, non un qualcosa che cambia a seconda della situazione. una volta ero così, ora... non credo. mah. e la risposta, ah, la risposta io credo di averla già trovata nelle parole di qualcun'altro. qualcuno forse riderà, ma in questo blog c'è un post del 3 maggio 2006. ecco, quando il cielo si squarcia davvero, allora la risposta l'hai trovata...

Anonimo ha detto...

Filantropia a parte, sono felice nel vederti ora, Bro.
te lo si legge negli occhi, che qualcosa sta cambiando, o meglio, che qualcosa sta tornando com'era, come in quei tempi in cui eri davvero pieno di te stesso, pieno di speranze, sogni, e caldo di felicità.
è speranza, quella che ti leggo nei tuoi occhi, unica cosa in te che è rimasta uguale da quando giocavi con le macchinine in un prato.
troppe volte ti ho visto dormire agitato, trope volte ti ho visto guardare nel vuoto del cielo, cercando una risposta, un nuovo sogno che ti rianimasse, che ti desse la forza per ricominciare di nuovo. perché tu invincibile lo eri davvero. e non parlo di deltoidi........ Beh, come tu sai meglio di me, la felicità non è esattamente l'essersi laureato con Bernasconi. Quella è soddisfazione, da non confondersi con l'essere felici. Di sogni viviamo, e se ci pensi bene non è la solita frase da film. Diventare vecchio per me sarà questo, sarà andare avanti senza un desiderio che ti rimescola l'anima. Bro, hai tanto di quel cuore in quei 2 metri di uomo peloso, che altro che squarciare il cielo con le dita... perciò ecco il mio consiglio: diventa caldo come una volta, sogna, spera, e sarai tu il sole che scotta...

"Sol lucet omnibus"

tuo fratello

gabriele ha detto...

16 anni. minchia.

Anonimo ha detto...

studi com'è e come dev'essere la materia, non sei tu che devi essere descrivibile a numeri come un'onda in un'equazione...
ricorda il sapore del sole, quando ne sentirai la mancanza potrai ancora ritrovarlo... se cerchi bene da qualche parte ha lasciato il segno della scottatura sulla lingua...
non è come riviverlo, ma magari basta a farti sorridere e affrontare con un po' di carica da uomo la tua giornata da scienziato...

la sere (from the far East)

Daniele ha detto...

Jerome è il punto che mi lega...il sogno-da me medesimo già plurime volte affrontato;)-, prospettico però e non retrospettivo...mi incanta. che fame!
Per quanto riguarda te:beh,buon vento,ispido suonatore di chitarra e intelligente cazzone mio!

behind the curtains...

La mia foto
near milan..., Italy
"The powerful play goes on, and you will contribute a verse..." -Walt Whitman-