alcune cose sopravviveranno al tempo...


02 dicembre, 2007

è questione di tappezzeria...

silenzio. facciamo silenzio nella nostra testa, almeno per un istante. buttiamo via il traffico della settimana, il frastuono delle nostre giornate, la cacofonica sonata della quotidianeità.


lasciamoci invece cullare dal sonno, armiamoci di colori e tavolozza, e diamo una gran mano di bianco immacolato a questi nostri pensieracci, sporchi e polverosi, simili alle stanze di un albergo di periferia ormai mal frequentato.





e tuttavia, in queste camere malandate, è passata passa e passerà un sacco di gente. va e viene, a volte per una notte sola, altre volte si ferma per mesi, anni, anche una vita intera. e di chi ci ricordiamo? perchè non di tutte le visite conserviamo qualcosa, anche solo uno stralcio, un ricordino piccolo piccolo, dopotutto mica tutte le visite lasciano il segno.


lasciare il segno. mi ha sempre fatto pensare, come concetto, perchè è la cosa più neutra eppure possente che uno possa immaginare. un qualcosa lascia una traccia dentro di noi se è forte, intenso, ma non necessariamente positivo, anzi.


purtroppo ciò che si ricorda di più è ciò che ci ha fatto più male, anche perchè un bel ricordo puoi scegliere o meno di riviverlo, ma un ombra del passato, o il pensiero di ciò che non puoi avere rimangono lì, ben saldi nella tua testaccia, che tu lo voglia o no.


tracce. preferisco chiamarli graffi, forse perchè la traccia è quella della matita sul foglio, ma quella con un minimo di impegno la si tira via, no, qui si tratta di qualcosa o qualcuno che ha piantato un coltellaccio nella consunta tappezzeria delle stanze di cui sopra e ha tirato uno squarcio, più o meno grande.


ecco, questa notte ho ripensato un pò a chi ha fatto questo a me. sono parecchi. alcuni hanno tracciato elaborati arabeschi lungo gli angoli delle pareti, ripassando con cura e gentilezza i miei sogni e i miei sorrisi, altri hanno semplicemente piantato una gran coltellata al centro, lasciando lì anche il coltello, incuranti delle urla e di tutto ciò che, senza saperlo o meno, stavano per distruggere.


ma a dire il vero, c'è ancora spazio. ed io attendo, perchè mi piacerebbe ridurla ad uno sfacelo, questa tappezzeria, mi piacerebbe che i suoi disegni fuori moda venissero del tutto fatti a pezzi, perchè vivere è anche questo.


a volte esagero. a volte apro io stesso quella strana stanza d'albergo, e piano mi metto a ricucire gli strappi sulle pareti. lo facciamo tutti. lo facciamo perchè deve rimanere spazio per strappare ancora, nella speranza che il prossimo non sia un vandalo ma un artista. come possiamo saperlo? nulla da fare, regazz, non si può. e tentare di immaginare è ancora peggio, illude e disorienta. bisogna avere fiducia, ed essere capaci di non smettere di sognare, anche quando, dice qualche idiota, dovremmo smettere. mai.


certo, potremmo pagare uno stilista o come diavolo si chiama e farci rifare tutto, scegliendo disegni e colori strepitosi, ma non sarebbe lo stesso, non li avremmo scelti noi. potremmo anche entrare in quella stanza a testa bassa, senza guardare ciò che è stato fatto, senza nemmeno preoccuparci se ci sia spazio o meno per andare avanti. e invece no.


del tutto ispirato dal domani, lascerò non senza soddisfazione che la stanza si riempia, che le pareti prendano vita, perchè prima o poi da quella stanza, ahinoi, ci dovremo uscire, e mi piacerebbe, prima di consegnare la chiave al portinaio, sedermi un minuto a guardare sorridendo la mia ormai completamente sgualcita tappezzeria.


buonanotte... soprattutto a chi, in questo istante, giocherella più o meno incosciente col coltello, nell'attesa di incominciare la sua opera. siate pazzi, siate sognatori, spaccate e ricomponete, senza aver paura di sbagliare. siate pazzi, siate sognatori...

2 commenti:

Martina ha detto...

Tiriamo giù quella tapezzeria squarciata e rendiamo possibile che chiunque passi dalla "nostra stanza" dipinga coi suoi colori le pareti...perchè esistono ancora "artisti veri"...pochi ma nel mio attuale cammino qualcuno l'ho scoperto...
son i ricordi colorati a restar impressi sulla tela del cuore...

...una piccola artista...

gabriele ha detto...

già... ma nei colori, purtroppo, è necessario includere anche il nero... e su di esso non è possibile continuare a disegnare... puoi solo strappare la tela... chissà... vivere, bisogna... lottando in ogni istante a noi concesso, nella speranza di riuscire, presto o tardi, a capirne almeno il motivo... thanks for the remark...

behind the curtains...

La mia foto
near milan..., Italy
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